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Carabinieri: in onda una nuova stagione di Avamposti, la docu-serie di Claudio Camarca. Le telecamere al seguito dei Nuclei Operativi

ROMA. Ritorna una nuova stagione di “Avamposti” , la docu-serie firmata da Claudio Camarca.

Una delel scene della docu-serie

Il grande lavoro di Camarca racconta la quotidianità delle Stazioni dell’Arma dei Carabinieri.

Quest’anno, il titolo del programma è  “AVAMPOSTI – NUCLEO OPERATIVO”, in onda sabato prossimo in anteprima streaming su Discovery+ e successivamente sul Nove, seguiremo 5 nuove storie ambientate nei quartieri più difficili di Bologna, Roma (quartiere di Ostia), Caserta e Bari.

Saranno messi in onda 5 episodi della durata di 70 minuti. Il programma è stato realizzato da Stand by me per Warner Bros. Discovery.

La serie sarà disponibile in streaming su Discovery+ e successivamente su Nove, canale 9 del Digitale Terrestre, su Sky canale 149 e Tivùsat canale 9.

Un Carabiniere controlla una buca delle lettere

Riprende, così, il viaggio della troupe al seguito dei Nuclei Operativi dell’Arma dei Carabinieri, per documentare con un accesso esclusivo le operazioni in cui sono impegnati gli uomini e le donne dell’Arma che difendono la legalità delle principali città d’Italia.

Spesso operando in contesti urbani difficili dove sembrano vigere leggi diverse e dove il degrado e il crimine la fanno da padroni, tra narcomafie e piccoli e grandi traffici illeciti.

Ogni puntata racconta la squadra dei militari nei loro interventi, dalla pianificazione al Comando ai pattugliamenti e alle incursioni in strada, tra disarticolazioni di piazze di spaccio, perquisizioni in abitazione e irruzioni, con un taglio adrenalinico e combat tipico del giornalismo immersivo.

Il lavoro intende fornire uno spaccato sempre più approfondito e accurato delle realtà urbane e suburbane, senza tralasciare la sfera più intima e umana dei militari che in caserma hanno trovato una seconda famiglia.

In questa stagione il focus sul quartiere romano di Ostia.

E’ un territorio di frontiera dove nuove geometrie criminali cercano di farsi strada tra i clan locali e le storiche “famiglie”.

Un’operazione dell’Arma dei Carabinieri

Tante nuove batterie di giovani “cani sciolti” che portano avanti un narcotraffico sporadico e frammentato, che rende la città molto più pericolosa che in passato, perché queste microcellule gestiscono le proprie piazze di spaccio e commettono crimini – come aggressioni e rapine – in totale autonomia.

Ne emerge uno spaccato dalle tinte forti, dove le due facce della medaglia sono dipendenze ed emarginazione, contro spaccio e alto tasso di violenza.

In terra emiliana, a Bologna, il centro storico è da decenni in mano a due gruppi criminali ben organizzati, che si dividono il mercato dello spaccio.

Uno tratta le droghe pesanti, mentre il secondo gestisce quelle cosiddette “leggere” e quelle chimiche, come il nuovissimo pentedrone o le più classiche metanfetamine, il GHB (la cosiddetta droga dello stupro), le droghe sintetiche e il crack.

Primo bacino di utenza di queste gang è quello degli studenti universitari, in gran numero fuori sede; da qui deriva un forte allarme sociale, tematica su cui fa perno l’attività dei Carabinieri.

Si documenteranno momenti di tensione e degrado tra i portici cittadini e Piazza Verdi e in una crack house, che porteranno ad oltre 10 arresti.

Il viaggio di Avamposti tocca anche l’area di Caserta, al seguito del Nucleo Operativo di Mondragone che opera su due realtà contrapposte, Casal di Principe e Castel Volturno.

Da un lato ci sono le storiche famiglie di camorra italiane, i cui membri abitano in ville hollywoodiane, guidano auto fiammanti e fondano la loro attività criminale sul controllo minuzioso del territorio; dall’altro, ci sono oltre 20 mila nigeriani e gambiani, residenti eppure mai censiti, organizzati in pericolosi clan che nel tempo si sono resi autonomi dalla camorra.

Le loro attività sono imperniate sul contrabbando tramite “ovulatori” e sullo spaccio di hashish, marijuana, cocaina, eroina e crack.

Sullo sfondo, il degrado e gli stenti dei nuovi schiavi ‘impiegati’ nei campi come raccoglitori di frutta e verdura.

Doppio episodio per l’area di Bari, capoluogo pugliese che negli ultimi anni ha assunto una nuova connotazione e dove nella parte vecchia, il cuore della città, è riuscito a riscattarsi dalla sua fama oscura grazie a un costante e significativo intervento da parte dello Stato.

E se i vari clan a carattere familiare si sono ormai ritirati dai vicoli, oggi è l’hinterland il quadrante da tenere sott’occhio, ma non solo.

L’unico modo che l’Arma dei Carabinieri ha per scongiurare il pericolo è tenere tutta l’area urbana sempre sotto rigido controllo.

Questo viaggio nella città pugliese porterà ad oltre 30 arresti e altrettanti indagati, con accuse che vanno dall’associazione di stampo mafioso allo spaccio di sostanze stupefacenti, al traffico di armi.

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