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Crisi (di nervi) nel Governo

italia  Momento delicato per la politica italiana. Dopo un’estate contraddistinta dal rinvio da parte del governo su molti temi di primissima importanza e le vicende legali di Silvio Berlusconi, si è arrivati alla resa dei conti.

   L’ex premier ha chiesto ai suoi ministri di lasciare il governo presieduto da Enrico Letta determinando, in questo modo, l’inevitabile crisi di governo.

“Lo strappo era inevitabile”, riferisce la sarta di Letta impegnata nella riparazione del bavero del Presidente del Consiglio, strattonato a destra e sinistra da chiunque per svariati mesi.

I Ministri dimissionari, che nei giorni passati hanno consegnato le loro dimissioni in bianco ad una delegazione siriana con l’intento di agevolare la trattativa per il disarmo, si sono dissociati da loro stessi dicendo un netto “no” agli estremismi. Anche il vice Presidente del Consiglio italiano, Angelino “poker face” Alfano ha tuonato attraverso twitter respingendo la deriva estremista di una parte del partito. Un secondo dopo, ricordandosi di essersi dimesso anche lui obbedendo al diktat berlusconiano, ha dichiarato: “Mi è apparso in sogno Berlusconi vestito da suora e mi ha estorto con la forza le dimissioni… Io non avrei voluto, lo giuro!”
Sulla falsa riga le dichiarazioni di Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello che, in un’intervista congiunta rilasciata a Donna Moderna hanno dichiarato: “Ci siamo dimessi perché il governo non è stato in grado di elaborare soluzioni alternativa all’innalzamento dell’IVA al 200%”, salvo poi scoppiare a ridere dandosi gomitate di intesa.
Già, perché e’ chiaro a tutti quale sia la strategia del Cavaliere: cercare di andare al voto il prima possibile per disinnescare il parere della giunta sulla sua decadenza da Senatore della Repubblica fissata il 4 ottobre. Berlusconi, che non ha accettato l’ultimatum di Letta ha rilanciato pesantemente, mettendo sul tavolo tutte le chip a sua disposizione, ovvero le dimissioni dei Ministri facenti parte del suo schieramento politico.
Anche Mara Carfagna, a seguito delle tensioni interne ha deciso di lasciare il partito con la seguente nota rilasciata alle agenzie stampa: “Lascio il Popolo della Libertà o Forza Italia o in qualsiasi modo si faccia chiamare adesso!”.
Il PD intanto, mentre l’economia va allegramente a rotoli, il Paese si disunisce, la speranza dei giovani va a farsi friggere,  gli stabilimenti dell’Ilva sono in bilico, l’Europa ci guarda come appestati, pensa a quale sia il colore più appropriato per lo smalto dei piedi di Matteo Renzi. Il giovane leader del Partito Democratico è pronto a scendere in campo indossando il suo famigerato “chiodo” di pelle nera e la sua faccia da “cool”.
Intanto il PD si ricompatta intorno al suo leader Darth Vader, fissando il giorno del congresso per eleggere il nuovo segretario, che dovrebbe essere il 39 giugno 2093. Le regole per poter votare saranno semplici:
–          Bisogna aver compiuto 106 anni da non più di 34 anni mesi;
–          Non bisogna avere in casa niente di rosso che riporti alla mente il Partito Comunista;
–          Bisogna conoscere tutti i numeri primi a memoria;
–          Avere un braccio più lungo dell’altro di non più di 14 mm;
–          I votanti dovranno versare, al momento del voto, una quota simbolica di 348 mila euro.
I candidati alla segreteria che si contrapporranno al grande favorito Renzi saranno figure di spicco. Tra gli altri ricordiamo Paperino, Marco Mengoni, Serena Williams, Edward mani di forbici e Marco Materazzi.
Il Movimento Cinque Stelle intanto affila le armi, pronto a capitalizzare ogni passo falso dei politici in ottica elettorale. Il loro leader, Gandalf Il grigio, dichiara dalla sua abitazione nella Terra di Mezzo: “Siamo stanchi di questi politici che vogliono fare politica anche se sono fuori dal Parlamento. Siamo stanchi di partiti personali morti che si reggono solo sul carisma dei loro leader”. Un attivista del M5S ha fatto notare al suo capo spirituale che anche il Movimento Cinque Stelle ha un capo fuori dal Parlamento ed è fondato solo sulla sua forte leadership. A questo appunto Gandalf ha allegramente replicato carbonizzando il suo interlocutore dandogli del dissidente. Subito dopo ha invitato i Parlamentari del M5S ad una partita a bocce sul tetto del Quirinale per decretare chi sarà il prossimo capogruppo per la camera e il senato.
A chi scrive viene il dubbio che i politici, dietro le difficoltà di facciata, si stiano veramente divertendo.
Secondo voi è piu’ conveniente per i politici italiani fare riforme impopolari che aggiornino il nostro sistema istituzionale con il rischio di perdere qualche voto oppure stare tutti insieme allegramente in coalizioni improbabili nascondendosi uno dietro l’altro e scaricandosi reciprocamente le responsabilità di ciò che non viene fatto?
 
 

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