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Yepping in mobilità. Lo sapevate che…?

Quando l’amico e caporedattore Michele mi ha fatto proposta di collaborazione per questa testata, ero molto perplesso. L’idea era vincente, la grafica accattivante e il progetto prometteva non poco. E dov’era il problema? Semplice: il poco tempo a disposizione.
Certo, le idee non mi sono mai mancate. Come da intercorse conversazioni con “il dott” (come amichevolmente interloquiamo per via messaggistica io e Michele, ndr) a me basta prendere il via e divento un treno per qualsiasi progetto. Ma in mancanza di tempo è difficile se non impossibile fare qualsiasi cosa, sia essa una cosa importante o un semplice hobby. Di tempo per accendere un pc, scrivere due righe e metterle alla mercè di tutti se ne può trovare quanto se ne vuole, ma non è certamente garantito il risultato. In più non è certamente comodo mettersi ancora una volta davanti ad uno schermo che non sia la tv, dopo una giornata intera in ufficio.

Mi è allora venuto in aiuto il mondo del 2.0… Il fatto che per far tutto c’è un’app (apple docet…) mi ha dato da pensare che fosse possibile realizzare questa collaborazione scrivendo tutto quello che mi passava per la testa nei ritagli di tempo. E così ho scoperto che di app ne esistono eccome. Si tratta dell’app mobile ufficiale per la piattaforma wordpress, disponibile praticamente per qualsiasi dispositivo mobile. E quando dico qualsiasi, ringrazio i progettisti che sono tanto solerti, che hanno creato l’app per qualsiasi sistema operativo mobile, Android, Apple, Windows mobile e ovviamente anche tablet, ma anche per dispositivi non proprio alla moda, anzi talvolta anche obsoleti. Ma che hanno dei grandi vantaggi: vedasi quest’articolo, scritto con un “vecchio” Nokia n900 Maemo e applicazione proprietaria. Comodissimo perchè, alla stessa maniera del mio amato Blackberry, è dotato di tastiera full qwerty, quindi rende semplice e veloce la pubblicazione di articoli e idee. In mobilità e mentre prendo un caffè al bar o aspetto al semaforo rosso. Non è nemmeno difficile configurarlo…
Ogni compito che “ci viene assegnato” può essere definito gravoso, ma, come in questo caso, può essere sbrigato in mobilità. E con tutti i vantaggi del caso. E allora, colleghi “yeppisti”, provatelo!

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