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Dovbyk raccoglie l’eredità di Dzeko: il filo rosso dei numeri 9 giallorossi

Artem rivela consigli, amicizia e ambizione: il retroscena del rapporto con Edin e la sfida di un passato importante da raccogliere e al quale ispirarsi

Artem Dovbyk, al termine della partita contro l’Hellas Verona, ha rivelato in conferenza stampa una curiosità interessante riguardo al suo legame con Edin Dzeko e al fatto che il calciatore, noto con il soprannome de “Il cigno di Sarajevo”, lo abbia consigliato a livello morale e tecnico: “Pochi giorni fa ho parlato con lui, mi ha dato dei consigli: devo essere concentrato e onesto con i compagni”.

In seguito al retroscena intercorso tra uno degli ex numero 9 giallorossi più noti e amati, così imprescindibile che per un periodo la Roma era divenuta “Dzekocentrica”, e quello attuale, lo stesso attaccante ucraino ha anche condiviso sui social una foto (attraverso una storia), che lo ritrae insieme a Dzeko, accompagnata da una didascalia affettuosa: “Dobbiamo incontrarci più spesso”. Dopotutto i consigli sono stati decisamente d’aiuto e di buon auspicio, considerando che Dovbyk si è sbloccato ritrovando il gol dopo 5 mesi, contribuendo alla vittoria casalinga della Roma per 2-0 sull’Hellas Verona.

Le affermazioni di Dovbyk evidenziano un rapporto che va oltre il semplice scambio tecnico: c’è stima, fiducia e l’idea che un veterano possa trasmettere esperienza a chi indossa oggi la maglia numero 9 della Roma. Dal passato al presente c’è quindi un legame speciale tra Dzeko e Dovbyk e la loro avventura giallorossa.

Dzeko

Ora, l’attaccante classe ’97, tra amicizia, ambizione e consigli è “chiamato” a raccogliere la sfida di un’eredità significativa, cominciata a sua volta a rilento e con difficoltà, rispetto alle grandi capacità di Dzeko. Dopo un primo anno di assestamento – appunto non facile -, è però tornato ad essere il Campione che tutti conoscono, diventando uno dei giocatori fondamentali della Roma e, rimanendo in giallorosso per sei stagioni. Durante questo lasso di tempo ha segnato complessivamente ben 119 gol in 260 partite, prima di trasferirsi all’Inter nell’agosto 2021 e restandoci fino al 2023.

In seguito ha vestito la maglia del Fenerbahçe, fino alla scorsa stagione. A partire da questa annata calcistica 2025/26 è tornato in Italia e, attualmente, è in forza alla Fiorentina. Proprio la prossima avversaria di campionato che la Roma affronterà domenica, all’Artemio Franchi alle 15:00, dopo aver prima però sfidato il Lille all’Olimpico, giovedì alle 18:45.

Il suo arrivo nella Capitale è avvenuto nel 2015, al termine della trattiva con il Manchester City (conclusasi con un prestito per 4 milioni di euro con opzione per riscatto a 11), per poi finire il suo periodo giallorosso con il passaggio alla squadra nerazzurra, lasciando però un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi romanisti (e venendo accolto con entusiasmo da quelli di Milano).

L’origine dell’amicizia e i punti in comune

Il rapporto tra Dovbyk e Dzeko nasce praticamente per caso. Come raccontato da Dovbyk, dopo il suo arrivo nella Capitale, mentre era in macchina con il suo neo compagno di squadra Gianluca Mancini che gli aveva fatto notare una somiglianza con lo Dzeko dei primi anni alla Roma, seguì una chiamata, effettuata proprio dal difensore centrale all’attaccante bosniaco. Così i due centravanti parlarono per la prima volta e, successivamente, è giunto il seguirsi a vicenda sui social, scambiandosi pareri, commenti e soprattutto sostengo reciproco (come confermato sempre da Dovbyk), oltre alla vicinanza anche fisica grazie al quartiere Casal Palocco.

Poi sono arrivate anche le cene insieme con le rispettive famiglie, man mano che si è cementato il rapporto, come riportato da IlCorriereDelloSport, tipo quella recente a Ostia (lo scatto condiviso su Instagram è di quella sera). Così i due hanno costruito un rapporto che, pur tra differenza d’età e carriere distinte, oggi acquista valore simbolico. A legarli ad accomunarli, inoltre, le profonde difficoltà correlate ai conflitti nei loro rispettivi Paesi. Dzeko ha vissuto la Guerra di Bosnia ed Erzegovina che ha segnato profondamente la sua infanzia. Il calciatore è nato a Sarajevo nel 1986. Dovbyk è nato invece nel 1997 e Čerkasy, in Ucraina, attualmente in conflitto con la Russia.

Come asserito da sua moglie Yuliia, la situazione nella quale versa la loro terra natia e che soprattutto interessa i loro cari, condiziona le loro vite. E naturalmente ha ripercussioni psicologiche e mentali importanti. La sua consorte ha ribadito il fatto che Artem sia forte, sotto molteplici punti di vista, ma anche che i bombardamenti su Kiev, più che comprensibilmente, pesano sulle loro vite.

Il confronto numerico: cosa dicono i numeri

Edin Dzeko

  • Con la maglia della Roma, Dzeko ha segnato 119 gol in totale.
  • È diventato uno dei più grandi bomber della storia del club giallorosso.
  • Durante la stagione 2016-17 realizzò 29 gol in Serie A e 39 in tutte le competizioni, diventando capocannoniere del campionato italiano nonché il terzo migliore marcatore nella storia della Roma.

Artem Dovbyk

  • Nel corso della prima stagione, Dovbyk aveva già messo a referto 13 gol in 36 presenze con la Roma (in campionato e complessivi), ora è quota 17.
  • Nel suo percorso di carriera ha segnato 44 gol in 71 presenze con il club ucraino Dnipro-1 prima del trasferimento.
  • Dal suo arrivo in Italia Dovbyk ha superato il numero di gol che Dzeko segnò nel suo primo anno da centravanti giallorosso: 10 reti in 39 presenze considerando tutte le competizioni.

Questo confronto non è una gara diretta: condizioni, contesto e pressione sono diversi. Ma rende l’idea della sfida interna che Dovbyk si è posto sin dall’arrivo, con scopo motivazionale.

Il valore del consiglio e l’eredità

Il messaggio che Dovbyk ha raccontato di aver ricevuto da Dzeko, sempre nel corso della conferenza a margine di Roma-Hellas Verona, parlava dell’essere “concentrato e onesto con i compagni”. Questo ha un significato importante in uno spogliatoio e in un club con grandi aspettative. In molti casi, i grandi attaccanti non solo segnano, ma diventano punti di riferimento, leader morali, esempi di atteggiamento.

Per Dovbyk non si tratta solo di raccogliere eredità numeriche, ma anche di farsi carico di un ruolo che la tifoseria e la società si aspettano e auspicano da un numero 9 della Roma. Lo scambio avvenuto anche sui social tra lui e Dzeko è un piccolo ma significativo ponte tra passato e presente, in chiave Roma. Dzeko resta una figura iconica per i romanisti, Dovbyk cerca la sua strada tra ambizione e responsabilità. E in questo dialogo tra generazioni, il club capitolino potrebbe trovare un’eredità che va oltre i gol: un modello di mentalità, cuore e professionalità.

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Copywriter e SMM per MyLab3D, NoMade Clothing, MetaLab e Foto Incise sul Legno. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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