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Get Lost – Perditi nelle grandi storie: il potere del grande schermo

Il brand movie che invita il pubblico a disconnettersi dal mondo frenetico e iperconesso e “perdersi” grazie al cinema

The Space Cinema lancia ‘Get Lost – Perditi nelle grandi storie’: il brand movie che invita il pubblico a disconnettersi dal mondo e perdersi nelle grandi storie del cinema. Si tratta di un progetto pronto già a marzo 2020 e in realtà più attuale che mai: sebbene la pandemia abbia rimandato il lancio ha al contempo rafforzato ancor di più il suo significato.

Il principio fondamentale è questo: il cinema su grande schermo ha un grande futuro. La quotidianità e la frenesia sono caratterizzati da una continua connessione e il cinema, in quest’ottica in particolar modo, rappresenta un luogo di fuga necessario. Ci consente di riprenderci i nostri spazi.

Il progetto internazionale Get Lost racconta attraverso uno spot la missione del The Space cinema: sottolineare il potere e l’importanza del grande schermo come momento di pace utile e indispensabile. Un modo per staccare dal mondo, un mondo nel quale siamo sempre connessi, facciamo una moltitudine di cose insieme, c’è costantemente una fonte di distrazione perdendo così la giusta attenzione sull’attività principale da svolgere.

Quale può dunque essere un rimedio? Proprio riuscire a staccare. Solo così possiamo goderci un momento rilassante, divertente e appagante. Tramite il cinema si vuole creare una connessione emotiva: vedere un film è un’esperienza che scientificamente fa bene, travolge, trasporta da un’altra parte e consente di vivere altre vite.

Il multitasking può sembrare produttivo ma non lo è oltre a non essere rigenerante per il nostro cervello iper-stimolato. Il cinema è invece un’esperienza salutare e collettiva come dimostrato dallo studio condotto dalla University College of London. Si tratta inoltre di una piena opportunità di dedicare completa attenzione a una singola attività.

GET LOST

IL CINEMA FA BENE ALLA MENTE E AL CORPO

Lo studio commissionato alla University College of London: due ore di visione al cinema influiscono positivamente sulla funzione cerebrale, sulle connessioni sociali, sulla produttività e sulla creatività

Get Lost: perdersi nell’esperienza di un film al cinema e ritrovarsi migliorati nello spirito e nel corpo. Viaggiare lontano con la mente e con la fantasia comodamente seduti sulla propria poltrona, circondati dal suono, a luci spente e di fronte al grande schermo. Una sfida e una missione contro il multitasking, la vita always on fatta di continue distrazioni davanti a display e monitor, tra notifiche, squilli e chat. L’invito a disconnettersi dal mondo e tuffarsi nella magia della sala arriva da The Space Cinema, circuito presente in Italia con 36 multiplex, che lancia oggi il suo film manifesto, creato da Joint Agency London, in collaborazione con Ridley Scott, che appare anche nel film, diretto da suo figlio Jake.

“Get Lost mostra quanto sia prezioso sapersi perdere in una grande storia – commenta Francesco GrandinettiGeneral Manager di The Space Cinema – È una fuga dalla routine che arricchisce la quotidianità. Alcune storie sono pensate per essere viste in un solo modo: al cinema, per permettere davvero a chi le guarda di immergersi completamente nei suoni e nelle immagini. Ogni energia, ogni attenzione e ogni investimento di The Space va in questa direzione: arricchire e rendere uniche quelle poche ore fuori dal mondo, lontani dalla realtà. Un messaggio che oggi è ancora più importante che in passato.”

E oltre la magia, c’è anche la scienza a confermare i benefici fisici, mentali ed emotivi dell’esperienza cinematografica in sala. A dirlo è l’University College of London, che ha pubblicato i risultati della ricerca commissionata da Vue International (gruppo proprietario del circuito The Space Cinema) per esplorare cosa succede al corpo e alla mente durante la visione di un film al cinema.

La ricerca suggerisce tre elementi specifici e particolarmente distintivi dell’esperienza cinematografica: l’attività focalizzata, la socialità condivisa e l’elemento culturale.

“Esperienze culturali come andare al cinema offrono al nostro cervello l’opportunità di dedicare la nostra completa attenzione per periodi di tempo prolungati – ha commentato il Dr Joseph DevlinProfessore di Neuroscienze Cognitive all’UCL – Al cinema nello specifico, non c’è altro da fare se non immergersi. La nostra capacità di mantenere la concentrazione e l’attenzione gioca un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra resilienza mentale, perché la risoluzione dei problemi richiede in genere uno sforzo concentrato per superare gli ostacoli, e questo ci rende più produttivi. Le attività con un focus sociale condiviso, d’altra parte, aumentano la nostra creatività, le prestazioni di squadra e il legame con gli altri, ed è stato anche dimostrato che riducono i sentimenti di solitudine e depressione.”

Allo studio, condotto dalla Facoltà di Psicologia Sperimentale dell’Università londinese, ha partecipato un gruppo di volontari che ha preso parte alla proiezione di un film della durata di due ore indossando dei sensori biometrici, con i quali i ricercatori sono stati in grado di misurare un notevole aumento della frequenza cardiaca dei partecipanti durante la visione: un ritmo

equivalente a un’attività cardio leggera. Il monitoraggio ha rilevato anche un progressivo allineamento dei battiti degli spettatori, quasi fino a sovrapporsi per andare all’unisono. I test sulla cute hanno mostrato inoltre che in alcuni momenti più coinvolgenti nella trama si è innescato un aumento dei livelli di eccitazione emotiva.

“Uno dei sintomi della nostra cultura, fissata con lo smartphone, è che ci stiamo sempre più ritirando in esperienze solitarie sui nostri dispositivi. Non sorprende quindi che la solitudine sia una sensazione sempre più frequente in tutte le fasce d’età, specialmente in questi ultimi tempi – aggiunge Tanya Goodin, fondatrice di Time to Log Off e autrice del libro Off – Siamo diventati più connessi che mai e il multitasking è diventato la norma. Anche se spesso pensiamo che sia produttivo, tutte le prove dimostrano che in realtà questa attitudine rallenta le prestazioni del cervello e abbassa il QI. Per anni gli psicologi hanno conosciuto gli effetti positivi dell’essere completamente immersi in un’esperienza o in uno ‘stato di flusso’. È riposante e rigenerante per il nostro cervello iperstimolato, esattamente come perdersi in un film sul grande schermo.”

“Tra il destreggiarsi tra più dispositivi e il vivere in un mondo in cui non siamo quasi mai offline, spegnere tutto non è mai stato così importante – ha concluso Tim RichardsCEO di Vue International – Il cinema è uno degli ultimi posti in cui ci si può davvero perdere, e questa ricerca conferma che non è solo un modo di dire, ma che gli effetti benefici sono persino misurabili scientificamente.”

Get Lost è stato proiettato ufficialmente per la prima volta martedì 28 settembre in occasione dell’anteprima italiana di No Time To Die, al The Space Cinema Moderno di Roma, da poco ristrutturato e rinnovato e, sempre dal 28 Settembre, è on air anche su tutti i canali social di The Space Cinema, che lo proietterà in tutte le sale a partire da Giovedì 30 settembre.

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice, redattrice e inviata di Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, poi collaboratrice e speaker @ 1927 On Air - la storia continua, in onda su Centro Suono Sport. Opinionista periodica sportiva a Gold TV. Ora co-conduttrice di Frequenze Giallorosse (ReteneTVision). SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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