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Gli MVP silenziosi (Parte Due)

Nella prima parte ho parlato di Draymond Green che, tra parentesi, dopo il mio articolo tanto silenzioso non è stato. Il guerriero della baia infatti ha contribuito in modo estremamente determinante alla continuazione della striscia di vittorie consecutive, terminata dopo 27 partite, alla prima sconfitta stagionale contro i Milwaukee Bucks, guidati da un superlativo Giannis Antetokounmpo.
Oggi però, è il turno di un giocatore silenzioso per davvero. Si tratta del rookie ex Blue Devil (Duke), Justise Winslow. Il giocatore approdato quest’anno alla suprema corte di Pat Riley in Florida, con la pick numero 10, sta disputando una stagione di assoluto rispetto, grazie anche alla fiducia concessagli da tutto lo staff dei Miami Heat proprio a partire da Riley e coach Spoelstra.
Winslow infatti sta avendo un miutaggio intorno ai 20 minuti di media in cui contribuisce offrendo alla squadra 6 punti, 1.3 assist e 5 rimbalzi di media. Sono ovviamente cifre che non fanno per nulla impressione, eppure il ragazzo è quarto nella corsa per il Rookie dell’anno (che verrà vinto molto probabilmente da uno tra Porzingis e Towns). La cosa invece non sorprende se si ha avuto il piacere di guardare una partita degli Heat in cui Winslow abbia dovuto marcare uno tra i migliori attaccati della lega. Il rookie infatti è estremamente rinnomato per le sue doti difensive, tanto che Spoelstra gli ha affidato le marcature di giocatori come James, Durant, Harden, Anthony e George tenendoli quasi tutti al di sotto del 40% al tiro durante il periodo in cui si trovava in campo. carmelo-21Alcuni di questi facendoli terribilmente innervorsire, come è accaduto nel caso di KD per esempio, vittima di frustrazione.
Ed è proprio grazie alle capacità di limitare notelvomente i migliori attacanti avversari da parte della difesa di Miami che questa è poi riuscita a portare a casa vittorie anche insperate come quella contro i Cavs (seppur privi di James nella seconda partita) e contro i Thunder.
Gli Heat si trovano al momento in terza posizione ad est e dimostrano comunque di essere una squadra che può dare molto fastidio se trova continuità, che risulta essere il vero problema di questa franchigia. Merito va sicuramente al giovane rookie di cui abbiamo già citato le capacità, all’acquisto di Gerald Green che in uscita dalla panchina è sempre una sicurezza insieme a Tyler Johnson e da un quintetto che è sicuramente tra i migliori nel panorama oltreoceano.
I tifosi dopo la pessima stagione disputata lo scorso anno, in cui la squadra non è neppure riuscita a qualificarsi per i Playoffs (scelta probabilmente voluta dalla società per riuscire ad avere una scelta al draft più alta possibile) si aspettano una stagione lottata fin alla fine. Se Miami riuscirà a trovare quella continuità che cerca potrà essere la vera mina vagante a est durante i playoffs. Vedremo cosa avrà Pat Riley in serbo questa volta..

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