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I love zombie: nel dubbio se non respirano…sparate alla testa!

I love zombie, il magazine di cultura non-morta. Scopriamo tutto sul webzine che sta spopolando in rete.
Nel cyberspazio Yepper intervista quattro degli scrittori che compongono la redazione di I love zombie. È stato difficile scovarli ma stanati si presentano così.
DE FELICE Alessandro: Sono Alessandro De Felice, provengo da un mondo parallelo popolato da unicorni rosa e zombie che vivono pacificamente gli uni con gli altri. Nasco artista, infatti mi piace ogni cosa sia legata all’arte, ma durante la mia formazione ho dovuto fare a botte con la Grande Madre Scienza finendo in questa dimensione popolata maggiormente da umanoidi meno simili ad equini per districarmi ulteriormente nell’ingegneria civile. Scrivo storie più o meno carine per ilovezombie.it e curo maggiormente il sito in se per se. Vi seguo sempre…(non sapevo neanche della vostra esistenza in realtà, scusate);
FURIA Nicola: Sono Nicola Furia, ex sbirro, improbabile docente universitario nei master di Criminologia, orgoglioso agricoltore e pseudo scrittore di storie zombesche (l’unico libro finora pubblicato è “DIARIO DI GUERRA CONTRO GLI ZOMBIE” – Edizioni REI);
RUBINI Michele: Mi hanno chiamato Michele Rubini, attualmente sono infermiere. Il lavoro precario e l’immigrazione forzata mi hanno dato la possibilità di vivere in molte località italiane. Per un breve periodo della mia vita sono stato triste e quindi per tirarmi su, ho voluto approfondire la conoscenza del mondo della musica. Con il mio bassotuba/sassofono abbiamo viaggiato in tante città dell’Europa e dell’Italia, traendone un piccolo ricordo di gioia incastonato nella mia coscienza. La mia amante devota è Codi, una tenera gatta salvata dalle grinfie di chi la voleva trucidare. Adoro il peperoncino, giocare a scacchi, bere la grappa barricata e fumare tabacco umido, macerato e fermentato.
ZANCHELLI Igor: Nato pugliese trapiantato a Busto Arsizio con successo. Ha iniziato ad interessarsi carnalmente agli zombie da circa un anno per esorcizzare la sua paura per i non morti. Il suo rifugio si trova in un luogo segreto che condivide con una splendida moglie e tre bellissimi putrefatti zombettini. Quando non è in giro a uccidere zombie svolge servizio in prima linea per il controllo degli infetti nella quadra volanti del commissariato della sua città sotto le sembianze di uno sbirro.
Dopo una presentazione così dettagliata, partiamo subito con le domande, sicuri che le risposte saranno foriere di gran belle sorprese!
Ragazzi come è stato creato il magazine I love zombie, una intuizione?
A.D.F.: Il Magazine è una sorta di “Associazioni di Caccia e Pesca agli Zombie”, infatti volevamo chiamarla così al principio ma, ovviamente, abbiamo optato per qualcosa di più classico. Una combriccola dei più disparati “soggetti” sparsi in questa penisola, loschi figuri a cui piace scambiarsi idee e storie di sopravvivenza legate principalmente ad un unico carismatico personaggio: lo zombie. Ognuno lo interpreta a suo modo descrivendolo come vuole, io, ad esempio, tifo molto per quest’ultimo, infatti non so come facciano gli altri ancora a sopportarmi.
N.F.: No, una scommessa. Perché l’apocalisse deve sempre scoppiare a New York o ad Atlanta e mai a Zagarolo o a Bitonto? Perché le case editrici pubblicano solo romanzi di zombie provenienti dall’estero? Per dimostrare, con orgoglio patriottico, che anche noi, “italioti”, siamo capaci di scrivere storie horror che hanno come protagonisti i nostri amati zombie, abbiamo deciso di pubblicare le nostre storie e di invitare i lettori a fare altrettanto.
M.R.: Una speranza anzi la speranza che la creatività non muoia. La scrittura è un’arte meravigliosa, un dono che l’essere umano deve usare per stuzzicare la mente e la coscienza dei lettori. Chi si omologa, si fotta, fottendosi.
Z.I.: Ho iniziato ad interessarmi agli zombie per superare la paura dei morti viventi. Un po come la pubblicità se li conosci li eviti. Ho iniziato a frequentare i siti e blog a tema, dove in un progetto di scrittura condivisa ho incrociato la mia penna con quella di Nick. Da lì è nata l’idea di qualcosa di nostro ed ho coinvolto, per fortuna aggiungo, Alessandro di cui leggevo il suo blog Diario di uno Zombie, e Michele che conosco da bambino. L’idea era fare una rivista monotematica che, avente come protagonista lo zombie, abbracciasse tutti i campi del sapere. Il tutto rigorosamente made in Italy.
La vostra passione per gli zombie è fuori discussione. Come descrivereste il significato del termine zombie ad un neofita del genere?
A.D.F.: Lo zombie è la realtà, la quotidianità. Ogni volta che vedo uno zombie in tv non faccio altro che pensare ad un sociologico riscontro con tutti noi. Il non morto è un dannato, forse il più dannato tra le figure horror, semplicemente legato al puro istinto e ormai allontanato da ogni forma di umanità residua … come quelli che fanno la fila per comprare l’IPhone ad esempio.
N.F.: Gli zombie non sono esseri demoniaci, né creature provenienti da altre dimensioni. Sono la nostra immagine riflessa. Sono esseri umani che vagano senza meta, senza speranza e senza futuro, con il cervello spento e rassegnato… gli zombie siamo noi, ecco perché fanno così paura.
M.R.: Gli zombie sono l’autentica rivoluzione non violenta di questa società marcia e moribonda.
Z.I.: Come Dio è la trasposizione in astratto dei nostri sentimenti più nobili ed alti, lo zombie, al contrario, è la nostra trasposizione degli istinti più bassi e beceri in ognuno di noi. Esso ci sbatte in faccia, la morte, la massificazione, la stupidità, la perdita di coscienza. Paure irrazionali che quotidianamente cerchiamo di esorcizzare.
La ‘scienza degli zombie’. Per gli studiosi del genere si configura come una vera e propria disciplina, riuscirete attraverso la community creata da I love zombie a trasformarla in una disciplina ‘autorevole’?
A.D.F.: Se mai un giorno ci sarà un nobel per la medicina legato a tutto questo sarò felice se venisse consegnato al nostro hombre Igor Zanchelli che ha fatto veramente molti articoli al riguardo. Io mi limiterò ad applaudirlo in sala ad Oslo, per poi divenire un attimo dopo il paziente zero.
N.F.: L’origine della pandemia che fa risorgere i morti e li spinge ad attaccare ferocemente i vivi è un mistero affascinante. Nessuno sa come è iniziata e come finirà. Non si comprende perché gli zombie, che non hanno alcuna necessità di nutrirsi, sono mossi dall’unico interesse di sbranare i vivi. E poi perché non si decompongono? Perché l’unico punto vitale è il cervello? Per quale motivo non si attaccano tra loro? Sono domande alle quali non c’è risposta. I dubbi sulla natura e sulla genesi di questo virus rendono l’argomento estremamente interessante e sollecitano la nostra mente a cercare disperatamente delle risposte e avanzare delle teorie. Noi analizziamo il fenomeno in tutte le sue sfaccettature convinti che non saranno le armi a fermare le orde dei risorti, ma la nostra intelligenza…e questa è scienza!
M.R.: La scienza come la religione, hanno decretato dall’inizio della storia della vita su questo pianeta, la morte di molti innocenti che semplicemente desideravano essere se stessi, creatori della propria vita attraverso la semplice libertà di pensiero e di attuazione del proprio libero arbitrio. L’elenco delle celebrità morte per aver creduto nell’impensabile e confessabile desiderio di essere se stessi è assai lungo e tenebroso. Molti religiosi hanno fatto ammazzare numerosi scienziati e tanti scienziati hanno fatto morire molti uomini che pensavano di essere figli di un dio, di un dio qualunque. Mi preme solo ricordare tutti i morti nei lager chiamati manicomi.
Z.I.: Ci stiamo lavorando. D’altronde in natura organismi capaci di ‘zombizzare’ altri organismi esistono da milioni di anni. Occorre studiarli e far accettare dalla scienza classica la neo scienza degli zombie. Penso sempre a Jeules Verne che nei suoi romanzi di fantascienza ha anticipato sempre le conquiste scientifiche poi fatte. Forse siamo ancora nella fantascienza con i nostri articoli pseudo-scientifici ma chissà cosa ci riserva il domani.
La vostra definizione di outbreak zombie?
A.D.F.: Anarchia e solitudine, tutto molto simile a quello che succedere nel film Purge, del 2013, che non è un film di zombie ma spiega esattamente secondo me ciò che accadrebbe se la società non avesse più regole. Lo spirito umano è egoista e vendicativo. Credo che essere superati nella catena alimentare dagli zombie, farà riaccendere il primitivo senso di assoluto predominio celato in ognuno di noi…. come quando si cerca parcheggio per assistere ad una fiera del fumetto, ad esempio.
N.F.: La rivoluzione assolta e perfetta. L’invasione di zombie sarà una dirompente opportunità per il genere umano. Come il diluvio universale spazzerà via in un colpo tutta la merda che ci sommerge. Vivremo, finalmente, in una società giusta. Non saranno i corrotti o i corruttori che sopravvivranno, e neanche i raccomandati o i leccaculo. Ma solo i più bravi. Questa è la vera meritocrazia!
M.R.: La nostra Terra è di per se una gabbia, una cella dell’universo. Siamo Zombie e saremo zombie, sino a quando non conosceremo de visu il nostro creatore.
Z.I.: Una grande opportunità per fare un ulteriore passo nell’evoluzione. Non una evoluzione nella materia, ma nello spirito. Quando saremo sprofondati nell’abisso più tetro avremo solo la necessità di salire verso la luce. E successivamente, memori di quello che è stato, forse e dico forse, evolveremo in un nuovo stadio sociale.
Sempre più lettori sfogliano le pagine virtuali del magazine I love zombie, accostandosi alla nutrita schiera degli appassionati lettori. Possiamo definirla soltanto una tendenza?
A.D.F.: Questa tendenza va avanti dal 1968, data del primo film di Romero, ad oggi. Credo che ultimamente sia esplosa maggiormente a causa di quella schifezza televisiva americana che riporta il nome di ”The Walking Dead”. Tendenza attuale è mettere persone belle che fanno cose noiose e condire il tutto con un paio di zombie buttati qua e là. Hanno semplicemente trasformato le modelle di Beautiful in zombie, tutto qui. Io non ho nulla contro Kirkman, anzi ho tutti i suoi fumetti, adoro la sua mente brillante nello sceneggiare la nona arte, però con la settima si sta facendo prendere la mano dai suoi pomposi colleghi. Per quanto riguarda la tendenza di scorrere i nostri post su ilovezombie, credo sia dovuta principalmente al fatto che noi offriamo soprattutto contenuti letterari. Roba di qualità a costo zero. Vorrei vedere il tizio della pubblicità della Coop ® trovare un’offerta più vantaggiosa.
N.F.: Spero di no. E’ purtroppo vero che molti si sono avvicinati al mondo dei morti viventi in seguito alla famosissima serie TV THE WALKING DEAD, che, a mio avviso, ha l’enorme difetto di mettere in primo piano solo i sopravvissuti, lasciando gli zombie sullo sfondo come se fossero tappezzeria. Ma il nostro scopo, indipendentemente dai morti viventi, è quello di indurre le persone a riscoprire il piacere della lettura e della scrittura.
M.R.: Siamo solo una fetta della torta manipolata dai mass-media, attualmente abbiamo qualche lettore in più, ma sino a quando? Solo la creatività e l’osservazione costante di cosa può esserci oltre gli zombie, può farci sperare nella sopravvivenza.
Z.I.: Forse il nostro entusiasmo e la bravura di chi scrive riesce a contagiare e a far appassionare i lettori. Le nostre storie nascono dal quotidiano, dalle esperienze personali in qualche modo vissute da chi le racconta, non amiamo gli artifizi letterari. Probabilmente è proprio questo voyeurismo di fondo, proprio dell’uomo, che incuriosisce. Leggendo una nostra storia è come se leggessi i nostri diari personali.
I racconti del magazine I love zombie sono approdati su radio m2o. Svelateci il segreto di una così grande fama.
A.D.F.: Il nostro team è fantastico. Scriviamo perché ci piace farlo e credo sia stata proprio questo a renderci una facile preda della Mario di m2o, ha semplicemente trovato un caldo e comodo nido pieno di budella e sangue. La sintonia è stata immediata.
N.F.: Ma lo chiedo anche io… Internet purtroppo spesso si basa sul nulla assoluto, sul “fast look”. Pagine FB e blog pubblicano unicamente immagini accattivanti o elementari pensierini di due righe. Nessuno ha più voglia di approfondire, di analizzare, di leggere e tantomeno di scrivere. Noi abbiamo provato a risvegliare le coscienze sopite, a rimettere in moto i cervelli obnubilati dal superfluo. Pensavamo di rimanere in una nicchia per pochi intimi e invece… Beh, forse c’è ancora speranza per il genere umano, forse possiamo ancora vincere la guerra contro gli zombie.
M.R.: Ti rispondo semplicemente con “Cogito, ergo sum” altri magazine invece sono solo “Copio et incollo, ergo sum?”
Z.I.: E’ stata una sorpresa anche per noi. Ringraziando il cielo la Mario ha perso cinque minuti a leggere ciò che scriviamo e si è innamorata. Dopo una intervista  in diretta del nostro Nick è iniziata una piccola collaborazione. Ogni martedì alle 19.30 nostri racconti vengono letti nella rubrica City-dramma Zombie. Ancora non ci par vero.
Quale sarà il regalo natalizio che la redazione donerà ai lettori di I love zombie, un ebook è in arrivo?
A.D.F.: Esattamente, scritto da Gioachino Ventura, un vero e proprio horror che farà pensare per giorni. Sul sito si trova già una recensione e tra pochi giorni lo rilasceremo.
N.F.: Per Natale regaleremo il primo ebook della Redazione. Un fantastico romanzo dal titolo CAPUT MUNDI di Gioachino Ventura. A breve pubblicheremo, invece, il nostro primo libro: SPAGHETTI ZOMBIE. Si tratterà di storie rigorosamente “made in Italy”, ambientate nella nostra penisola e con protagonisti italianissimi con i loro pregi e i loro difetti.
M.R.: Idem
Z.I.: Esatto. Vi regaleremo una vera perla.
Senza giri di parole, esiste una rete anti-zombie? Scherzi a parti in quale modo sono stati reclutati i primi scrittori dei racconti per il lancio del magazine?
A.D.F.: Io sono stato reclutato forse per pietà verso un misero arciere che scrive cose molto brutte e poco carine… non saprei rispondere a questa domanda con chiarezza.
N.F.: A Napoli c’è un detto che recita così: gli uccelli si accoppiano in cielo, i fetenti in terra…
M.R.: L’incontro di menti pensanti è sempre una piacevole sorpresa. Documentarsi, leggere, conoscere, incuriosirsi significa non sentirsi morti dentro. La curiosità, una delle molle della creatività ci ha permesso d’incontrarci forse per caso forse perché era tutto scritto nelle pagine della storia delle nostre vite.
Z.I.: Gli ho rotto i “gabbasisi”, torturati fino allo sfinimento fin quando non hanno accettato, almeno i membri storici della redazione. Gli altri li abbiamo reclutati man mano che ci facevano leggere le loro creazioni. Tutti davvero bravi.
L’auspicio per il futuro del magazine e della cultura zombie?
A.D.F.: Puntare sul “made in Italy”, che detto così sembro un politicizzante del CONFCOMMERCIO ma è vero, ci sono molti scrittori nostrani che come livello sono una spanna, se non un intero braccio amputato, sopra a tutti gli altri. Spero escano fuori dalle loro anonime caverne e regalino al mondo zombie le loro opere. Alcuni dei nostri fans sfornano racconti avvincenti e cupi che noi già pubblichiamo da tempo in una sezione tutta dedicata a loro. Devo dire che, come curatore del sito (non sono un web designer quindi non vi lamentate), vedo certe idee sempre di più “AAAAAAAAAA” e mi chiedo come facciano a pensarci.
N.F.: Divenire un’orda infinita, sconfinata e inarrestabile.
M.R.: Che non muoia. Uscite e combattete contro i soprusi, l’omologazione, le dittature, le prevaricazioni, le disuguaglianze, la corruzione.
Z.I.: Ora pecco di presunzione e chiedo scusa. Vogliamo far diventare I Love Zombie la treccani della materia.
Il progetto è ambizioso, tuttavia ci sono tutti gli ingredienti per rendere I love zombie una storia di successo. In bocca a lupo, Yepper continuerà a seguirvi e a pubblicare racconti zombie!

Nel dubbio se non respirano … sparate alla testa!

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