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Jihadisti ISIS colpiti da epidemia in Siria

La notizia è stata pubblicata sul sito web del quotidiano britannico “The Mirror“. I combattenti dello Stato Islamico in Siria sarebbero diventati bersaglio di un’infezione dilagante.
A causa delle scarse condizioni igieniche, secondo le fonti, 100mila persone sono state già colpite dalla leishmaniosi.
Nel governatorato di Raqqa il contagio più numeroso. La malattia nella forma più grave, quella viscerale, se non curata adeguatamente, risulta letale nel 75-95% dei casi.
“I combattenti jihadisti rifiutano le cure mediche. I medici di organizzazioni non governative hanno cercato inizialmente di frenare i focolai, ma in questo momento hanno lasciato le strutture dello Stato Islamico e altri centri medici hanno chiuso dopo che il personale medico è fuggito per le violenze”.
Carenza di personale sanitario specializzato, violenze e scarsa igiene stanno trasformando la Siria in un terreno fertile per la diffusione di epidemie.
“Numerose zone della Siria sono vulnerabili perché la raccolta dei rifiuti è stata sospesa, permettendo ai flebotomi che trasmettono leishmaniosi di proliferare”, scrive Peter Hotez, esperto di malattie tropicali neglette (Mtn). “Le misure di controllo sanitario pubblico si sono fermate. Ci sono guasti nella rete idrica e fognaria, e uno scarso accesso a medicinali e ospedali. Se tutto questo avviene contemporaneamente si ha una tempesta perfetta di eventi”.

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