All’Olimpico la Roma ha ceduto al Viktoria Plzen nella terza giornata di Europa League. Due gol in due minuti hanno condannato i giallorossi, incapaci di concretizzare nonostante la reazione e la rete su rigore di Dybala. Sono bastati quindi due gol subìti in avvio per accusare una nuova sconfitta nonostante il rigore dell’attaccante argentino che ha riaperto la gara in occasione della ripresa.
Ne sono dunque conseguite riflessioni nel post gara, fatte da Gasperini, soprattutto relative ad un attacco in crisi e a una squadra poco incisiva, sebbene capace, come l’Inter, di mostrare una buona reazione soprattutto nel secondo tempo, non sapendolo sfruttare però il tutto per riuscire ad agguantare al pareggio.
Un’altra notte amara all’Olimpico
Dopo la sconfitta casalinga contro l’Inter, la Roma era chiamata a reagire in Europa League contro il Viktoria Plzen, ma il “copione” si è inaspettatamente ripetuto: un altro ko, ancora in casa, con il risultato finale di 1-2. I cechi hanno approfittato di un avvio decisamente poco incisivo della Roma, colpendo due volte tra il 20’ e il 22’ con Adu e Souaré.
Nonostante il tentativo di rimonta e il rigore trasformato da Dybala a inizio ripresa, i giallorossi hanno invero faticato a trovare una nuova occasione da gol, pur provandoci fino alla fine della partita, senza però riuscirci, mostrando anche ieri sera limiti – che sembrano cronici – in fase realizzativa.
Le scelte iniziali di Gasperini e quelle dei rivali
Il tecnico Gian Piero Gasperini ha deciso di ruotare alcuni titolari rispetto alla gara di campionato per fronteggiare i rivali della terza giornata di Europa League. In difesa spazio infatti a Ziolkowski dal primo minuto accanto a Mancini e Hermoso, mentre a centrocampo El Aynaoui scelto (come annunciato dallo stesso allenatore in previsione del match) al posto di Cristante, affiancando Koné. Sulle corsie laterali hanno agito Celik e Wesley, con Dybala e Soulé alle spalle dell’unica punta Dovbyk.
Il Viktoria Plzen si è dal suo canto presentato con un 4-2-3-1 compatto, dove Spacil e Cerv hanno dettato i tempi in mediana, Ladra il trequartista designato dietro Durosinmi, con Memic e Adu a completare il reparto offensivo.
Un inizio difficile e due errori fatali
La Roma ha sofferto fin da subito il pressing alto dei cechi, incapace di costruire dal basso con ordine. Un errore iniziale di Hermoso ha dato immediatamente il segnale di una serata complessa, mentre Ziolkowski ha completamente faticato a contenere Adu – che lo ha messo in grande difficoltà fin dai primi minuti – tanto da essere sostituito al 30′, dopo i due gol realizzati dagli avversari, per favorire l’ingresso di El Shaarawy.
Il gol del vantaggio è arrivato proprio sulla fascia in questione: Adu ha approfittato di una disattenzione di Ziolkowski per portare avanti i suoi, riuscendoci, seguito dopo appena due minuti dal raddoppio di Souaré, complice un errore di Wesley.
Due episodi che hanno così indirizzato il match e messo la Roma in difficoltà fin dai primi minuti di gioco. Gli ospiti hanno mostrato di saper attuare marcature a uomo efficaci e soprattutto di saper gestire una grande compattezza, mentre la Roma ha faticato a trovare spazi e precisione negli ultimi venti metri.
La reazione nella ripresa e il rigore di Dybala
Nella ripresa Gasperini ha ridisegnato la squadra: Wesley spostato a destra e El Shaarawy inserito a sinistra, soluzione che ha dato subito più equilibrio e dinamismo. Il Faraone ha provato più volte la conclusione a giro, mentre Wesley ha iniziato a spingere con continuità, cominciando a creare occasioni per i giallorossi.
La Roma è poi riuscita a rientrare in partita grazie a un rigore guadagnato da Pisilli e trasformato con freddezza e precisione da Dybala, impeccabile dal dischetto come sempre: 18 rigori su 18 realizzati con la maglia del club capitolino.
Nonostante l’assedio finale, gli uomini di Gasperini hanno mostrato ancora una volta scarsa lucidità sotto porta. Le occasioni non sono comunque mancate, ma Dovbyk e Ferguson, hanno confermato il loro momento di forma negativo, fallendo diverse delle suddette opportunità.
Un attacco con carenza di cattiveria sotto porta e una squadra che fatica a concretizzare
Gasperini ha di conseguenza commentato la gara con toni di delusione consapevole e autocritica, evidenziando come la squadra abbia avuto le condizioni per segnare senza però riuscirci, se non su rigore: “Se non siamo riusciti a concretizzare, dobbiamo preoccuparci. È un problema reale che dobbiamo risolvere con questi giocatori”.
Il tecnico piemontese non ha però condiviso l’idea di una Roma svogliata o superficiale, rispetto invece a quanto osservato da Dybala. Gasperini è stato infatti di diverso avviso rispetto ad un approccio moscio: “Non penso che la squadra abbia sottovalutato l’avversario. Abbiamo lottato fino all’ultimo, ma siamo stati ‘mosci’ nelle conclusioni”.
Gasperini ha poi sottolineato la necessità di una riflessione interna, invitando i suoi a chiedersi perché “ci sia gente che non segna da tanto tempo”, invitando alcuni dei suoi all’autocritica nonché autoanalisi, senza però fare polemica.
La difesa ancora il reparto più elogiato da Gasperini
Nonostante i due gol subìti, l’allenatore ha comunque elogiato la prestazione difensiva complessiva, definendola “il reparto che tiene sempre in vita la squadra”. In effetti, dopo i primi minuti di sbandamento, Mancini e Svilar (non responsabili delle due reti realizzate dagli avversari, dovute però ad errori difensivi dei suoi compagni di squadra) sono stati i migliori in campo.
Il portiere serbo ha fornito il suo solito apporto rispondendo presente nelle uscite e nelle letture, mentre il centrale toscano ha contribuito dando equilibrio nei momenti di maggiore pressione. Gasperini ha dunque riconosciuto che il problema maggiore resta l’incapacità di tradurre la mole di gioco in gol, sottolineando un dato importante e non nuovo: “ci sono state occasioni, ma sempre troppo poche e troppo lontane dall’area”.

Gasperini su Dovbyk e Ferguson: “Motivati, ma devono incidere di più”
Nel finale di conferenza, Gasperini ha dedicato un passaggio specifico ai innesti offensivi in ormai palese difficoltà, ovvero Dovbyk e Ferguson, i quali risultato infatti ancora lontani dalle aspettative:
“Non credo che manchi la motivazione. Entrambi si allenano bene e hanno voglia di fare. Ma devono trovare continuità e fiducia. È un discorso più tecnico e fisico che mentale”.
Il tecnico giallorosso ha inoltre aggiunto che Ferguson paga la scarsa brillantezza derivante dalla scorsa stagione ma che non può più permettersi tanto tempo per ritrovare la condizione migliore.
Una Roma ancora alla ricerca definitiva di sé stessa
La seconda sconfitta consecutiva, entrambe all’Olimpico per quel concerne l’Europa League dopo il ko del 2 ottobre con il Lille, mette ora la Roma in una posizione complicata nel girone di Europa League. Il problema principale resta l’assenza di cinismo sotto porta e la difficoltà nel riprodurre il pressing e la fluidità tipiche del calcio di Gasperini.
C’è senza dubbio ancora molto su cui lavorare, specie considerando anche la sconfitta in campionato contro l’Inter (sempre in casa) ma la sensazione è comunque quella che la squadra abbia bisogno non solo di soluzioni tattiche bensì anche di una scossa mentale per ritrovare fiducia, gol e identità.
TABELLINO ROMA-VIKTORIA PLZEN 1-2
Marcatori: 20′ Adu, 23′ Souaré, 54′ rig. Dybala
ROMA (3-4-2-1) Svilar; Ziolkowski (30′ El Shaarawy), Mancini, Hermoso; Celik (67′ Bailey), El Aynaoui, Koné (46′ Pisilli), Wesley; Dybala, Soulé (74′ Ndicka); Dovbyk (74′ Ferguson).
A disp.: De Marzi, Gollini, Rensch, Ghilardi, Tsimikas, Cristante, Pellegrini, Pisilli.
All. Gian Piero Gasperini
VIKTORIA PLZEN (4-2-3-1): Jedlicka; Paluska (68′ Havel), Dweh, Jemelka (65′ Markovic), Souaré; Spacil (81′ Zeljkovic), Cerv; Memic, Ladra (65′ Visinsky), Adu (81′ Bello); Durosinmi
A disp.: Tvrdon, Wiegele, Kabongo.
All. Martin Hysky
Arbitro: Umut Meler (TUR)


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