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Roma,1° derby di Totti da dirigente ma la storia si ripete di Capitano in Capitano: De Rossi, Florenzi e Pellegrini sono pronti

Roma, primo Derby Totti dirigente

La storia si ripete: Roma, la Roma e i romani, ma non quelli che tifano dagli spalti, bensì quelli che scendono in campo con l’amore per quei colori inconfondibili nel cuore e la maglia giallorossa adosso, come una seconda pelle. Si parla di quei calciatori che vivono in maniera corale e viscerale il rapporto con la propria gente. Si parla di quei figli di Roma, Capitani e bandiere citati nella celebre quanto maestosa coreografia mostrata dalla Sud l’11 gennaio 2015, quando il 161° derby della Capitale terminò 2-2 dopo le reti di MauriFelipe Anderson e la clamorosa doppietta di Totti che consentì alla Roma di non uscire sconfitta dall’Olimpico.
Si parla di quella famosa stracittadina sconvolta proprio dall’ingresso in campo dello storico numero 10 giallorosso, entrato con la solita grinta e voglia di dare tutto per la propria maglia. Si parla di quell’indimenticabile selfie che tanto ha fatto sognare quanto discutere. Eppure quello è stato l’ennesimo gesto d’amore di Totti nei confronti di suoi tifosi: dopo averli inquadrati nel corso del derby di 13 anni fa, ha deciso di immortalarsi insieme a loro e a far da sfondo non poteva che esserci la Curva Sud.
Nuovamente protagonista e marcatore ai danni della Lazio, più precisamente in occasione di quello ritorno nell’aprile 2004, Totti, dopo essere andato a segno dal dischetto, è corso fino ad arrivare a una delle telecamere presenti a bordo campo per poi afferrarla e improvvisarsi cameraman. Soggetto dell’inquadratura, ovviamente, il popolo giallorosso. I tifosi quel giorno non portarono a casa un risultato memorabile visto che la stracittadina romana terminò 1-1, ma portano da allora nel cuore l’ennesima dimostrazione d’affetto e stima (reciproca) del Capitano nei loro confronti, frutto di uno dei tanti lampi di genio di Francesco Totti.
Proprio lui sabato 18 novembre 2018 vivrà il suo primo derby dalla Tribuna, in qualità di dirigente dell’unico club nel quale abbia mai giocato e lavorato, dichiarandogli così di fatto, amore eterno. Ciò che proverà lo saprà solo il diretto interessato, anche se i suoi tifosi, avendo imparato a conoscerlo in questi ultimi 25 anni, un’idea se la sono fatta. Come sempre poi, gli stessi sostenitori della Roma (o la maggior parte di essi) condivideranno con Totti il medesimo stato d’animo, sentendo a loro volta quel nodo in gola inconfondibile e quel magone dovuto alla malinconia.
Nell’arco della sua longeva carriera da calciatore, il Bimbo de Oro trasformatosi ne il Pupone, ha disputato 44 derby, contando anche i 7 affrontati in Coppa Italia, siglando 11 reti ai discapito degli avversari biancolesti. Record che gli è valso il ruolo di miglior marcatore di questa storica sfida (a pari merito con Dino da Costa). Totti con 16 vittorie, tra le quali 13 in campionato e 3 in coppa, e dunque è anche il giocatore ad aver vinto più derby capitolini. A seguirlo nella graduatoria delle stracittadine giocate c’è Daniele De Rossi con 25 presenze in campionato e 2 in coppa. Se la sfida di sabato contro la Lazio sarà la prima di Totti da dirigente questo significa al contempo che sarà la prima del n°16 giallorosso da Capitano in carica della Roma.
De Rossi non è più un vice e in realtà un sostituto non lo è mai stato, considerando il suo reale attaccamento alla maglia e la grinta che lo caratterizza specie durante simili sfide. Niente più soprannomi quali Capitan Futuro né battute di spirito: l’erede di Totti ha il piglio giusto e le spalle larghe per farsi carico di un simile lascito. Ora è giunto per lui il momento di assumere il ruolo di punto di riferimento per il resto dei compagni di squadra, specie in occasione di un derby d’alta classifica tanto delicato. Al suo fianco e/o in panchina non ci sarà più Totti a condividere insieme, da calciatori, una così grande emozione. De Rossi potrà tuttavia contare sul supporto di altri due giallorossi intenti a seguire il loro stesso percorso, ovvero Alessandro Florenzi e Lorenzo Pellegrini.
Dopotutto, se è vero che la storia si ripete, ecco altri due giovani pronti a dimostrare sul campo l’amore per Roma e per la Roma. Il n°24 giallorosso è pronto a tornare a fronteggiare la Lazio dopo l’ultimo derby giocato il 4 aprile 2016. Un anno e mezzo è passato da quando Florenzi giocò con la fascia di Capitano al braccio, segnando anche il suo primo gol contro i biancocelesti. In seguito, suo malgrado, ha potuto sostenere la Roma solo da spettatore. Un altro traguardo arriverà per Pellegrini insieme alla stracittadina di dopodomani: l’ex Sassuolo giocherà il primo derby da professionista, avendo già sfidato Simone Inzaghi, quando era alla guida della Primavera laziale. Per un altro giallorosso sta dunque per iniziare una tradizione importante, trasmessa di Capitano in Capitano. Del resto il derby non è né sarà mai una partita come le altre e il vanto di simili bandiere è riservato a pochi.
 
 

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Written by Veronica Sgaramella

Nata a Roma nel Luglio 1990, laureata in Scienze Politiche, Sociologia e Comunicazione presso La Sapienza. Coordinatrice Yepper Magazine, precedentemente redattrice per Vocegiallorossa, ora collaboratrice nella redazione di 1927 On Air - la storia continua , in onda su Centro Suono Sport. SocialMente attiva, amo leggere, viaggiare e immortalare attimi.

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