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Storie di vacanze e altre sole. PARTE 2°

Lo_zoo_
– “ma per carità! Sono stufa. Il film è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mannaggia a me che firmai il contratto…a quest’ora stavo beatamente ad Aviano a far teatro per hobby e a farmi mantenere da qualcuno.”
– “Aviano in Italia?”
-“sì, sì. Proprio lì. Mio padre è un militare e stazionava ad Aviano. Sono cresciuta nello stivale anche se una parte della mia famiglia è di origine Americana. E un’altra parte Maya” (si guarda intorno, apre la borsetta e prende una pillola. ndr) “ma potendo scegliere, vivrei in Italia tutta la vita. Vorrei girare gli episodi nel Trentino, a Roma o vicino la costiera amalfitana. Mangiare genuino, riempirmi gli occhi col panorama e andare in Inghilterra soltanto per brevi vacanze. Non avete idea della fortuna che avete a vivere qui.”
– “ha ragione, mia cara amica. Qualcosa qui non funziona, ma siamo invidiati da molti. Tuttavia torniamo alle sue polemiche riguardo il cartone e il film. Di Peppa cosa mi può dire?”
– “Peppa ha problemi di personalità. Ci sono momenti in cui è aggressiva, e momenti in cui lo è ancor di più. Si dice che la sua vera mamma l’abbia abbandonata e che suo padre facesse parte di una setta. I soldi che guadagna li deve tutti a lui. Inoltre si vocifera che Peppa avesse un fidanzatino. Si dice fosse il primo maialino che si costruì la casetta di paglia. E, guarda caso, sembra sia scomparso nel nulla il giorno dopo che il padre di lei scoprì delle sue letterine. Durante il film, Peppa, non faceva che piangere tra un ciak e l’altro.”
– “capisco. E della mamma del cartone cosa mi può dire”?
– “non molto. Problemi di nutrizione. Divorziata. Appassionata di Horror. Costretta  a ingozzarsi di cibo e antidepressivi. In una parola: infelice.”
– “caspita, me ne dispiace. Forse è il prezzo della popolarità. Ma conosce qualcuno sul set che non ha problemi?”
– “no. A dire il vero no. Forse il produttore o qualche sceneggiatore, ma tutti gli attori hanno difficoltà personali. Ora con questa storia del film e delle prese in giro al suo, e un poco al mio, bel Paese, la pressione mediatica è aumentata. La gente non capisce che noi recitiamo soltanto. E poi cosa c’è di tanto sbagliato, ancora non l’ho capito.”
– “beh, mia cara, la scena della posta italiana che è lenta, oppure il noleggiatore d’auto che non capisce l’inglese o il fatto che i personaggi portino con loro un telefono, manco andassero sul Tibet…senza contare gli insulti rivolti Papà Pig alla guida..”
– “embè!? Antonio, mi vuol forse dire che non è vero! A parte il telefono, vuole sostenere che la posta sia eccelsa? O che gli italiani conoscano la lingua inglese? Non mi sembra! Ma va bene così. Ogni posto ha una sua pecca. In Inghilterra chiamano “orso” il cavallo, e ancor più grave “birra” l’orso. La maggior parte ha denti fradici a forza di mangiare cose zuccherate, piedi come denti, le ragazzine si ubriacano e sfornano bebe’ (anzi bebes..perche’ per il plurale mettono la esse) a quindici anni, non sanno mangiare, non sanno bere e sono bianchicci come malati. Ah, e le donne hanno una fronte sproporzionata. E poi, scusi, sa cosa dicevano nel doppiaggio italiano a Papà Pig che “giustamente” andava contromano perché nel suo Paese guidano a sinistra, hanno un’altra unità di misura e altre prese della corrente?”
– “si, gli urlano ‘PORCOOO’!”
– “vede? . In Italia la politica non è delle migliori. Il lavoro è sottopagato. La burocrazia va a rilento…ma siete anche realistici. Mica lo avete appellato cammello o baccalà?” (ride ndr) “E poi, diciamolo, se gli italiani vanno a Londra devono parlare inglese. Se un inglese va a Pisa o Gallipoli, perché gli si deve parlare Inglese?”
mammapig
Lo zoo sta per chiudere. Devo uscire, e con me il mio contatto. Ci salutiamo, ma prima le faccio una foto che ho promesso (falsamente) di non pubblicare per non farla riconoscere. La ringrazio come si fa qui Italia, con un cesto di prodotti tipici che avevo lasciato in auto e con la promessa di rivederci per un aperitivo. Ho imparato che nulla è come sembra e che più soldi e più popolarità si ha, e più i problemi sono grandi. Anzi, non l’ho imparato. Lo sapevo già. Da quando scrivo su YEPPER le donne non mi lasciano un attimo in pace e le varie organizzazioni mi contattano per fare da testimonial, per donare qualcosa, per fare qualche serata o per starmene zitto. Ma io un antidoto alla depressione ce l’ho già: pizza e chiacchiere con gli amici.
La risposta alla domanda precedente è: Capitan Uncino. Perché non sta mai con le mani in mano.
Chi, pur avendo i fantasmini anche d’inverno, non ha mai i piedi freddi?

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