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Summit di Minsk, firmato l'accordo per l'Ucraina

Putin conferma, c’è il “cessate il fuoco dal 15 febbraio“. Arriva uno spiraglio per la pace in Ucraina, dopo un conflitto che ha causato finora oltre 5.000 vittime.
Il summit di Minsk ha tenuto tutti con il fiato sospeso per 16 lunghe ore. Le trattative hanno rischiato di saltare più volte, specie quando il presidente ucraino Poroshenko ha tuonato “da Mosca condizioni inaccettabili”. Il clima di tensione è stato visibile sui volti e nei gesti, un nervosissimo Putin è stato fotografato mentre seduto al tavolo ha spezzato una matita tra le dita.
putin matita
Tuttavia l’accordo è arrivato in mattinata, dopo una serie di colloqui bilaterali. Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande hanno firmato un documento d’intesa, composto da 13 punti, elaborato durate tutta la notte, l’incontro si è protratto dalle 20.30 ora locale di Minsk (le 18.30 in Italia) di mercoledì.
Putin ha ribadito come i leader siano riusciti “a trovare un accordo sull’essenziale. Chiediamo alle parti in conflitto, di fermare il bagno di sangue e lanciare un vero processo di pace il prima possibile”.
Hollande ha dichiarato che l’accordo è “una chance effettiva” per l’Ucraina. “Si tratta di una speranza seria anche se non è ancora finita”.
Il cancelliere tedesco, Angela Merkel, “ora abbiamo un barlume di speranza, non mi faccio illusioni, non ci facciamo alcuna illusione. Vi sono ancora notevoli ostacoli di fronte a noi. Tuttavia vi è una possibilità di fare evolvere le cose verso il meglio”.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha posto in evidenza la questione riguardante i prigionieri di guerra del conflitto, garantendo la liberazione di tutti “entro 19 giorni”.
In breve i 13 punti sottoscritti durante il summit di Minsk:

  1. Immediato cessate il fuoco dalla mezzanotte del 15 febbraio, ora di Kiev;
  2. Ritiro delle truppe da entrambe le parti per creare una zona di sicurezza, entro 14 giorni;
  3. Garantire da parte dell’OSCE un controllo sul cessate il fuoco;
  4. Iniziare un dialogo sul tema dello svolgimento delle elezioni locali in conformità con la Legge ucraina;
  5. Garantire un’amnistia, attraverso una legge sul divieto di persecuzione delle persone che hanno preso parte agli eventi accaduti in Ucraina;
  6. Provvedere alla liberazione e allo scambio dei prigionieri, entro cinque giorni dal cessate il fuoco;
  7. Garantire l’accesso, la consegna, lo stoccaggio e la distribuzione degli aiuti umanitari;
  8. Definizione del modello di ricostruzione delle relazioni sociali ed economiche, compresi i pagamenti del welfare;
  9. Controllo da parte dell’Ucraina del confine in tutta l’area del conflitto;
  10. Ritiro delle unità militari di altri Paesi, tecnologie e mercenari dal territorio dell’Ucraina;
  11. Realizzazione della riforma costituzionale in Ucraina, entro la fine del 2015;
  12. In virtù della legge ucraina “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk” le elezioni locali saranno concordate con i rappresentanti delle diverse regioni di Donetsk e di Lugansk;
  13. Realizzazione di gruppi di lavoro per l’attuazione dell’accordo di Minsk.

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