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Paginebiancorosse day 52. Caro Antonio ti scrivo…

In città, nelle viuzze di Bari vecchia, in provincia, in tutta la regione, in tutta Italia il tormentone è sempre lo stesso: “Antonio tornerà a casa?”. Anch’io, ormai, ho questo assiduo pensiero, lo confesso. Il solo pensiero di rivederti calcare il nostro palcoscenico, il solo immaginarti lì a casa nostra (…è, e lo è sempre stata) è un qualcosa di irrazionale, inimmaginabile per chi non sa cosa significa “essere di Bari”. Quella stessa città che è per molti versi contradditoria. Un giorno ti ama e ti fa sentire un re, il successivo ti scarica senza pietà e senza un perchè. Basti vedere quanto accaduto con i protagonisti dello scorso anno. Ma tu, caro Antonio, la conosci bene, meglio delle mie tasche. Ed è per questo che condivido il tuo temporeggiare. Snervante sì, ma del tutto comprensibile.
Io, quella magica sera di Bari-Inter, non c’ero. E me ne rammarico. Quel magico aggancio, quel dribbling “secco” su Blanc e Panucci ed infine quel piattone che gonfia la rete, non riesco a dimenticarlo e, te lo confesso, spesso me lo rivedo. Un’azione da incorniciare, un ricordo indelebile. Così come non scordo l’incornata vincente a Roma, il diagonale vincente nel derby contro i nostri acerrimi nemici. Una goduria infinita. Non scordo nemmeno le reti in rapida successione contro Svezia e Bulgaria agli Europei. E la cocente eliminazione. Dall’irrefrenabile gioia, alle lacrime. Quel ragazzino che aveva incantato l’Europa e forse il mondo, noi già lo conoscevamo, perchè era  un nostro figlio, un nostro fratello, il nostro orgoglio, il nostro “tutto”.
Bari ti ha sempre difeso a spada tratta, anche quando eri indifendibile. Anche quando sentivamo parlare di “Cassanate”, invece di “Antonio Cassano”. Anche quando hai definito Genova “casa tua”. Perchè tu sei Antonio Cassano di Bari. E quel legame che ci ha sempre unito, continua e non si spezzerà mai, stanne certo.
Ricordo ancora quando il mio papà, seppur non fosse tifoso della Bari, guardando in tv le tue meravigliose giocate, rimaneva esterrefatto e mi diceva con occhi pieni di orgoglio: “Hai visto cosa ha fatto Cassano? Che giocatore”.  Sappi, caro Antonio, che anche lui sta aspettando te. Così come tutta la tua gente ti aspetta a braccia aperte. Sentirai o avrai già sentito parlare di chi è contrario ad un tuo ritorno e dice di non rivolerti più vedere nella nostra Bari. Beh, sappi che mente spudoratamente. Perchè quella stessa gente tornò a frequentare le tribune del “San Nicola” in quel Bari-Samp solo per rivederti a casa. Perchè quella stessa gente tornerebbe a ripopolare in massa le tribune del “San Nicola” solo per ammirare ogni tuo passo, ogni tua illuminante giocata.
Caro Antonio, concediti quest’ultimo emozionante e travolgente vortice di emozioni. Ti aspettiamo, stesso posto, stessa grande famiglia.

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