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Analisi GP Sepang: l'antisportività iberica contro l'intelligenza e la classe del Campione. Rossi campione se…

Rossi lo aveva compreso prima di tutti. La premiata ditta Lorenzo-Marquez ha tentato di deviare l’attenzione di tutti, addetti ai lavori e non, su una possibile alleanza iberica. Oggi ne abbiamo avuto tutti la conferma: tra Lorenzo e il pilota Honda un accordo c’è.
Il Gp di Sepang avrebbe potuto sancire la parola fine sul capitolo Mondiale, regalando il decimo titolo a Valentino Rossi. Invece, i giochi sono aperti più che mai. E la parola fine verrà scritta sul circuito di Valencia, ironia della sorte in Spagna.
I FATTI- Il pomeriggio malese regala sette giri in totale apnea. Pedrosa scatta dalla pole e tiene la prima posizione alla prima curva. Dietro, comincia la bagarre. Rossi prova subito ad infilare Marquez, che chiude la porta e tiene botta. Lorenzo è costretto a perdere due posizioni, sfilato dalle Ducati di Iannone e Dovizioso. Il pilota Yamaha però non ha alcuna intenzione di lasciar scappare via il rivale nel Mondiale e, dopo appena una tornata, supera in un colpo solo in staccata il duo ducatista. Rossi, nel frattempo, si accoda al duo di testa, tenendo il passo dei battistrada. Lorenzo, nel frattempo piombato alle spalle di Valentino, infila Rossi con un sorpasso pulito. Il pilota di Tavullia decide di non replica e si accoda al compagno di scuderia, alle spalle delle Honda. Si forma così un quartetto in testa. Lorenzo ha fretta e si francobolla al posteriore di Marquez, passando agilmente la Honda del connazionale, che allarga (volutamente?) la traiettoria e concede l’interno al pilota Yamaha. Al giro 3 comincia la gara nella gara: Marquez vs Rossi.
IL DUELLO E IL FATTACCIO- Marquez e Rossi innescano un duello rusticano senza esclusioni di colpi. Una serie infinita di sorpassi e controsorpassi (in totale 19) dal sapore amaro. Ci si accorge sin da subito dell’intento del pilota spagnolo e di quel qualcosa che non va per il verso giusto. Marquez, infatti, una volta aver scavalcato il Dottore, inspiegabilmente, abbassa il ritmo di gara, ostacolando in maniera limpida Valentino e concedendosi un paio di sorpassi a “vita persa” con tanto di contatti ripetuti. Nel frattempo, Pedrosa e Lorenzo fanno il vuoto, portandosi a 5” dagli inseguitori. Dietro, la bagarre assume i contorni di un vero e proprio giallo, culminato con il volontario rallentamento di Rossi ai danni di Marquez e la caduta di quest’ultimo, provocata da un calcetto del Dottore. Morale della favola: quattro punti in meno sulla patente, Rossi mantiene la vetta del Mondiale, ma a Valencia partirà in fondo alla griglia di partenza.
DUBBI CONFERMATI– Valentino Rossi aveva esternato tutti i suoi dubbi sulla condotta di gara, tenuta da Marquez, in quel di Philip Island la scorsa settimana. E tali dubbi si sono realizzati in un sol colpo nell’arco di tre-quattro giri sul circuito malese. Riguardando la gara australiana, in pochi, o meglio, nessuno si sarebbe accorto di quanto messo in scena dal duo iberico Lorenzo-Marquez. Eppure, l’intesa c’è ed è fin troppo chiara: Marquez deve fare da tappo tra Lorenzo e Rossi, favorendo spudoratamente il primo nella lotta al titolo. Così è accaduto oggi: prima l’agevole sorpasso di Lorenzo su Marquez, che non oppone resistenza; poi, il palese e voluto rallentamento dello spagnolo ai danni di Rossi.
ROSSI CAMPIONE SE:

  • Lorenzo è primo e Rossi secondo
  • Lorenzo è secondo e Rossi terzo
  • Lorenzo è terzo e Rossi almeno sesto
  • Lorenzo è quarto e Rossi almeno nono
  • Lorenzo è quinto e Rossi almeno undicesimo
  • Lorenzo è sesto e Rossi almeno dodicesimo
  • Lorenzo è settimo e Rossi almeno tredicesimo
  • Lorenzo è ottavo e Rossi almeno quattordicesimo
  • Lorenzo nono e Rossi almeno quindicesimo

Rossi, seppur penalizzato pesantemente con l’ultima posizione in griglia nell’ultimo decisivo GP di Valencia, ha ancora delle speranze. Flebili, ma pur sempre delle speranze. Il morale sarà sotto i tacchi, come ovvio. Il circuito non è dei preferiti dal Dottore. Per giunta, l’epilogo sarà in terra iberica. Rossi contro l’intera Spagna. Uno contro tutti. Gli ingredienti per l’ennesimo miracolo sportivo ci sono tutti.
Ai posteri l’ardua sentenza. Con la speranza che ognuno corra per sè e che, al termine, il karma faccia il suo.

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