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Cosa accade in caso di dimissioni del presidente della Repubblica?

di Giacomo Viggiani

Alle ore 10.35 del 14 gennaio 2015 ha presentato le dimissioni il primo dipendente dello Stato, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dopo quasi nove anni, unico presidente della storia repubblicana rieletto per un secondo mandato alla carica più alta dello Stato, Napolitano ha lasciato il Quirinale ed è tornato con la moglie nella sua residenza privata nel cuore di Roma. Con le dimissioni, Napolitano diventa automaticamente presidente emerito della Repubblica e senatore a vita.

Ha quindi avuto inizio l’iter che condurrà alle prossime elezioni presidenziali.

Che cosa accade in caso di dimissioni del presidente della Repubblica è disposto dall’art. 86 della Costituzione, il quale prevede che il Presidente della Camera – Laura Boldrini – indica l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica entro quindici giorni.

Le dimissioni di Giorgio Napolitano diventeranno comunque effettive solo nel momento in cui il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, dopo averle attestate, le pubblicherà in Gazzetta Ufficiale. A quel punto la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato – Pietro Grasso – lascerà che i lavori del Senato siano coordinati dai vice-presidenti e assumerà la funzione di Capo dello Stato supplente fino a concluse elezioni.

Una volta che il Presidente della Camera avrà ottemperato al suo dovere, convocando il collegio dei votanti composto dalle Camere in seduta comune, integrate da tre delegati per ogni Regione (uno per la Valle d’Aosta), si procederà a votazione a scrutinio segreto e senza candidature ufficiali.

Risulterà eletto chi otterrà i voti dei 2/3 dell’assemblea o, dopo la terza votazione, la maggioranza assoluta, ovvero un numero di voti superiore alla metà del numero totale degli aventi diritto al voto.

Tra quindici giorni scopriremo dunque chi sarà il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana.


Giacomo Viggiani (Firenze 1988) ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Filosofia del diritto e bioetica giuridica presso l’Università degli Studi Genova nel 2014. Attualmente è assegnista di ricerca in Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Bergamo. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca e attualmente collabora con i Dipartimenti di Giurisprudenza delle Università degli Studi di Bergamo e di Brescia.

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