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Deliri dei leaders dei forconi

zunino

Spaventano e non poco le dichiarazioni assai gravi di uno dei leader del movimento dei forconi che da giorni stanno paralizzando i luoghi nevralgici dell’economia di questa Italia. Occupano arterie autostradali, bloccano aziende, fermano piccole attività anche con violenza e forme repressive come in un luddismo pre-apocalittico, come se si stesse giocando una partita a Risiko, una gara che sembra giocata a tavolino e preparata  con oculatezza e strategia da manuale . Il problema è che si sta giocando con la vita di milioni di italiani, tartassati dalle tasse, soffocati dalla disoccupazione, annichiliti dal rincaro dei prezzi al consumo, abbandonati ad un destino cruento che sembra scritto dalla penna horrorifica di E.A. Poe e/o da H.P. Lovecraft.

“Italia schiava dei banchieri ebrei”, “vogliamo la sovranità dell’Italia, oggi schiava dei banchieri come i Rotschild: è curioso che 5 o 6 tra i più ricchi del mondo sono ebrei, ma è una cosa che devo approfondire” e sembra che queste siano le affermazione con le successive giustificazioni formulate dal portavoce del movimento dei Forconi, Andrea Zunino.

“Queste parole danno il senso di un disagio che si fa sempre più profondo e richiamano, senza alcun pudore e vergogna in chi le ha pronunciate, un periodo storico caratterizzato da morte, violenza, negazione dei diritti più elementari”. Lo sottolinea il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. Secondo Gattegna, “Zunino si alimenta dai più violenti e biechi stereotipi antisemiti per offendere non soltanto la memoria di milioni di individui,  che in nome dell’ideologia nazista trovarono la morte tra le più atroci sofferenze ma soprattutto l’intelligenza, la coscienza democratica e la maturità di quella popolazione italiana le cui istanze si propone di rappresentare, evidentemente in modo inadeguato, nella strade e nelle piazze di tutto il paese”.

Zunino è un agricoltore eccentrico, un oratore bucolico, è indubbiamente affascinante, ha aderito all’Islam ed è divenuto uno dei fautori della cultura del “respiro consapevole”. Chissà che cosa ne pensa l’agricoltore laziale Danilo Calvani, capo del coordinamento nazionale 9 dicembre, un altro leader  dei forconi che lascia i comizi con la Jaguar e viene scortato da manifestanti che sembrano soldatini di piombo in assetto antisommossa. Potranno mai conciliarsi gli ideali del “respiro consapevole” in una Jaguar tirata a 200 km/h?

I manifestanti popolari, eterogenei ed incazzati, devono essere ascoltati, hanno bisogno di guardare al futuro e vederlo un po’ più roseo che nero, il problema quindi  non sono i dimostranti ma i propri leaders che fomentano la violenza urbana e l’intolleranza e gridano al complotto giudaico. L’odio nei primi del novecento ha portato solo morte e distruzione, due guerre mondiali e regimi totalitaristi, assassini e anti-libertari. Evviva la libertà, l’uguaglianza e la fraternità!!!

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