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Non si può smettere di vivere per se e per gli altri

L’eccidio di Nairobi è l’ennesimo scempio contro la pace tra i popoli della Terra.
Affannarsi nella ricerca del bandolo della matassa di una spiegazione razionale, risulta essere assai proibitivo. Allora mi viene da pensare alle multinazionali del tabacco, e voi direte ma che c’entrano?
Proviamo a paragonare la sigaretta ad un proiettile e/o ad un arma. Ebbene sul pacchetto delle sigarette appare chiaramente scritto “il fumo nuoce gravemente alla salute” mentre sulle confezioni dei proiettili e/o delle armi in generale non compare una dicitura che consigli di smettere di uccidere.
L’uso delle armi ha permesso gli eccidi degli studenti di Nairobi, dei turisti del Museo del Bardo a Tunisi, di una parte della Redazione di Charlie Hebdo a Parigi, dei ragazzi socialisti sull’isola di Utoya (che in un precedente sfogo definì di Uto(p)ya).
Allora mi chiedo, non sarebbe possibile come attuato in precedenza da associazioni dei famigliari, che hanno incriminato le multinazionali del tabacco, ottenendo risarcimenti da record, intentare cause, multare e processare le multinazionali delle armi belliche, ree di commettere orrendi omicidi e mutilazioni con la produzione e l’immissione di morte certa e garantita?
Non si è debellato il fumo, come sarebbe possibile bloccare per sempre l’urlo della stupidità dell’uso delle armi di idee partorite in menti completamente ottenebrate da dottrine altamente onnivore?
Lavorare ogni istante per un mondo diverso si può e si deve, non bisogna perdere la speranza che un giorno non siano più a parlare le bocche delle armi ma solo le labbra degli esseri umani. Scegliere ogni istante, significa poter cambiare il mondo: dalla semplice carta lanciata per strada per passare al parcheggio sulle strisce pedonali, la denuncia di fatti criminosi, la partecipazione diretta nelle scelte politiche di una comunità, l’informazione, la lettura, la scelta di aderire ad una finanza etica, il rispetto per le diversità.
Mi rendo conto che servono ancora tante generazioni prima che la Terra muoia e/o rinasca, allora resistiamo sia come gocce in un oceano che come granellini in un maledetto ingranaggio di vita perché non si può smettere di vivere per se e per gli altri.

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