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Paolo Poggi è immortale

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Paolo Poggi è stato un calciatore italiano entrato nella storia di questa disciplina sportiva, detiene infatti un record ancora imbattuto. Il 2 dicembre 2001 l’allora punta del Piacenza segnò contro la fiorentina allenata da Roberto Mancini il gol piú veloce della storia della seria A. Paolo Poggi insaccò in rete un preciso assist di Dario Hubner,  bruciando sul tempo un esperto portiere come Manninger.L’Artemio Franchi si ammutolì, Mancini lanciò un urlo molto più acido del rocker Piero Pelú super-tifoso viola. Il gol si materializzò appena dopo 8 secondi di gioco. La partita terminò 1-3 per il Piacenza. Paolo Poggi  divenne immortale, Mancini traballante.
La cineteca di Paolo Poggi è ricca di gol spettacolari, il 4 Novembre 1997 segnò un incredibile gol-rapina al blasonato team dell’Ajax, il 30 novembre 1997 liberò un siluro dal limite che si conficcò nelle maglie del sette della porta difesa da Marchegiani della Lazio, per dovere di cronaca in quella Lazio giocava Roberto Mancini.
Il 26 Aprile 1996 segnò un gol meraviglioso che molti giovanissimi sognano di realizzare: scatto bruciante sul filo del fuorigioco, portiere disperato in uscita e sorpreso da una chirurgica palombella che entra in rete e sembra rallentare e sospendersi in aria come per dare la giusta ovazione ad una prodezza calcistica molto rara.
Paolino come simpaticamente lo chiamano  i tifosi è un ragazzone che ti entra nel cuore perché in campo non molla mai, attacca e difende, crea e concretizza, mettendo costantemente il fiato sul collo ai difensori che si disorientano. Paolo corre e non si ferma mai e continua a farlo nella vita con i suoi splendidi progetti rivolti ai giovanissimi, destreggiandosi con dribbling fulminei ad ogni imprevedibile ostacolo e mi piace immaginarlo da bambino quando correva felice nella sua Venezia, cavalcando gondole e onde, scavalcando antichi muretti e maestosi impedimenti architettonici, trovando il chiavistello per diventare un uomo pulito e fiero dello sport italiano. Paolo é veneziano ed ama la sua terra, la adora  così tanto da decidere nel 2001 di lasciare il Parma guidato da Arrigo Sacchi e quindi salutare la serie A. Paolo pur di realizzare un sogno meraviglioso, giocare a calcio per la propria città e colorarsi la pelle dei suoi colori, si ridusse lo stipendio e decise di giocare nel Venezia, divenendo idolo dei tifosi e capitano del team. Paolo è un predestinato a rimanere un mito della storia del calcio, infatti nelle stagione 1997/98 la sua figurina e quella di Volpi divennero introvabili, creando addirittura un caso mediatico molto simpatico e chiacchierato. Il suo destino è forse quello di essere circondato dai giovanissimi? Credo fermamente nei segni  e penso che  Paolo sia attraversato dall’alito della provvidenza e sono convinto della bontà e della lungimiranza del progetto di cui è diventato coordinatore: “Udinese Academy”. Auguri Paolo e donaci tanti campioni, come tu sei nella vita di tutti i giorni.

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