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La Turchia e la sua ambiguità

Analisi di Vincenzo Priolo (Specializzato presso il Centro Alti Studi Difesa)
La Turchia con i suoi limiti, sempre più verso una deriva autoritaria, anzi assolutista, avallata da Erdogan, è un Paese importantissimo della lotta al jihadismo e come abbiamo visto in questi giorni purtroppo, paga il prezzo del precedente sostegno all’Isis e dell’attuale accordo con Russia e Iran.
L’attacco ad Istanbul era un attacco a Erdogan o all’Europa degli infedeli cristiani?
Dopo la puntuale rivendicazione da parte di Isis possiamo ragionevolmente capire che quanto avvenuto ad Istanbul e gli altri attentati che da due anni stanno colpendo vari paesi europei sono collegati. E’ stato chiaro fin dai primi momenti, le modalità e l’obiettivo colpito non lasciano dubbi. La politica di Erdogan, che ha prima sostenuto in Siria una soluzione anti Assad, e poi tradito, allineandosi con Russia e Iran ha innescato una pericolosa deriva jihadista nel Paese. Ha creato un paradosso politico che a molti islamisti non può andar giù: lui alfiere dell’Islam sunnita, al tavolo con l’Iran sciita e inoffensivo verso Assad (alawita, quindi anch’egli di derivazione sciita).
Perché l’attacco proprio ad un night club?
Questo tipo di terrorismo tiene conto di alcuni aspetti. Colpisce luoghi centrali e non periferici frequentati da giovani che ovviamente possiedono smartphone e social network aiutando la rete jihadista a pubblicizzare l’evento tragico in tutto il mondo. E’ un terrorismo di nuova generazione che sfrutta tutti i canali sfruttabili allo scopo di espandersi ed attirare il maggior numero di adepti possibile. Inoltre, è chiaro anche il fatto di voler colpire la base economica della Turchia, ovvero il turismo. Senza turismo, così come sta accadendo in Egitto, gli islamisti daranno seri problemi alla Turchia ed altri paesi del Mediteranneo.
Cosa dobbiamo aspettarci in Europa?
La Turchia nonostante i problemi legati alla democrazia interna, deve contribuire ad impedire la sua destabilizzazione: è un importante partner commerciale di molti paesi europei inclusa l’Italia, nonché membro della Nato, strategicamente adatto a contenere il flusso di migranti che arriva in Europa dalla rotta balcanica. E’ vero, la nostra Europa non ha mai guardato di buon occhio Erdogan e lui non ha mai voluto davvero entrare in Europa. Ha posto il pretesto dell’abolizione dei visti e ha minacciato di riaprire il flusso di profughi. Possiamo concludere affermando che l’adesione alla UE non è più effettivamente sul tavolo.
L’Italia cosa rischia?
Gli attacchi avvenuti in Francia, Belgio e Germania, hanno fatto crescere ulteriormente l’attenzione dei governi in Europa. A tal proposito il ministro dell’Interno Marco Minniti in questi giorni è stato molto impegnato al Viminale per incontri con tutti i vertici nazionali delle Forze di Polizia e dei Servizi di intelligence per un aggiornamento sulle possibili minacce al nostro Paese. Le analisi sono sempre state fatte in modo accurato, l’attenzione rimane altissima, ma il livello della minaccia non dovrebbe cambiare per l’Italia.
Continua ad essere utilizzata una strategia fondata, da un lato su un’intensa attività di intelligence che pianifica gli interventi di prevenzione e, dell’altro, sul controllo del territorio, con il coinvolgimento di tutte le forze in campo. Abbiamo la fortuna di avere il Comitato di Analisi Strategico Antiterrorismo (CASA) che è un organo importantissimo riunito in modo permanentemente per poter garantire, il massimo impegno per la sicurezza e la tranquillità degli italiani. Inoltre, in Italia vi è una maggiore collaborazione e dialogo tra le Forze di Polizia, Forze Armate e l’intelligence, cosa che in altri paesi non accade purtroppo. Parlarsi frequentemente aiuta a prevenire e a capire quali sono realmente i punti critici da attenzionare.
 

Vincenzo Priolo

Written by Vincenzo Priolo

Vincenzo Priolo è nato ad Agrigento il 5 dicembre del 1981. È laureato in scienze politiche e delle relazioni internazionali e ha frequentato nella sua carriera svariati corsi di specializzazione in materia di Sicurezza e Difesa. Ha maturato esperienze notevoli e di responsabilità in settori pubblici e di rappresentanza. Coordina il magazine Yepper fondato sulla base del giornalismo partecipativo. Ama viaggiare, cucinare ed intrecciare nuovi rapporti di collaborazione e amicizia con persone di altre culture e religioni.

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