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Smartphone nuovo? Al minor prezzo. Ma OCCHIO…

E ci risiamo. La famosa mela morsicata ci propina il tanto atteso nuovo modello. Tra una settimana sarà già vecchio, visti anche i progressi della tecnologia. Ogni oggetto che contenga una scheda elettronica è già obsoleto il giorno dopo che esce dal negozio ed entra nelle nostre case. Ma, tornando alla famosa mela del compianto Steve Jobs, si è ripetuta anche la solita raccapricciante scena di una folla inferocita pronta a far la fila per accaparrarsi il tanto atteso nuovo modello di smartphone. E così tra chi ha passato la nottata all’addiaccio, chi è arrivato “solo” all’alba e non ha fatto altro che sgomitare nonostante il ritardo per fare in modo e maniera di sfoggiare con gli amici il suo nuovo milionario smartphone, o anche semplicemente dire “io c’ero”, il tutto esaurito – alla faccia della crisi, NDR – si è registrato nelle prime ore. Niente iPhone per chi non ha seguito la tradizione, o meglio non subito. Seicento e rotti euro risparmiati, fino a quando il terminale prenderà piede nei negozi, e sarà certamente più facile comprarlo, o forse più vantaggioso? Beh… facile forse è il termine più appropriato. Ma facciamo un passo trasversale.
Negli ultimi anni, visto che gli smartphone si sono evoluti al punto che gli manca di fare solo il caffè, ovviamente lo scotto da pagare è, sicuramente, una vertiginosa impennata dei prezzi. Andrebbe anche bene visto quello che fanno: stanno in una mano e fanno tutto quello che potrebbbe servirci in un ufficio o dintorni. In questa maniera, per rimanere al passo coi tempi ci sono due soluzioni: accontentarsi di terminali cosiddetti entry level, o meglio di fascia bassa/medio-bassa, che fanno l’essenziale o poco più – ma con scarsi risultati e spesso lentezza impressionante – oppure investire diversi soldini in terminali di fascia media ed alta (generalmente possono bastare tra i 300 e i 500 euro, NDR). E allora sì che possiamo fare tutto quel che vorremmo. Dal selfie alla foto artistica da instagrammare, dalla mail allo scanner, dalla videochiamata al VOIP, capaci di far tutto, fino all’inesorabile scaricamento della batteria, che come tutti ormai sappiamo, avviene sempre in meno tempo.
Ah, dimenticavo. In aggiunta alle due soluzioni ci sarebbe la cosiddetta SOLUZIONE 1,5: trattasi di acquisto di terminale di fascia medio-alta con una formula che include chiamate, sms e internet. E ovviamente il “telefono in regalo”, Ma tutto questo quanto, in totale, conviene? È ovvio che ciascuno deve fare le proprie considerazioni, anche e soprattutto in base a quanto generalmente spende con il telefonino, con quanta frequenza è costretto a cambiare (o ha il capriccio – ma quelli sono fatti di chi sottoscrive questo tipo di piani e formule). Ed ecco che la corsa all’oro dei professionisti con partita iva mette piede velocemente sull’acceleratore, gente che altrimenti dovrebbe vendersi la macchina all’arrivo di ciascuna bolletta; timidamente li seguono gli italiani medi, che nonostante un monte di privazioni, le spese ai discount estremi come ricorda il comico Leonardo Manera, non rinunciano assolutamente a sfoggiare il loro nuovo iphone. E così sono nate le formule – anche ricaricabili – “Full optional”, che per cifre pari o poco superiori di una ricarica media mensile, offrono chiamate, sms e internet. E ovviamente il tanto agognato smartphone in omaggio. Tutto regolare? Lo sembra, effettivamente. Ma il mio caro nonno diceva “fidarsi è bene…”
Ciò che va sempre considerato, nella sottoscrizione, è una serie di parametri importantissimi che, il più delle volte finisce nel dimenticatoio ancor prima di essere confermato (Tacito assenso del cliente, basta che quest’ultimo abbia in mano il suo cellulare nuovo di pacca,, poi il resto poco conta). Le più importanti che mi sento di consigliarvi? Durata del contratto e addebito su RID bancario o carta di credito (quest’ultima RIGOROSAMENTE non postepay o similari). Soprattutto l’ultimo parametro fa in modo che l’offerta, qualora fosse autonomamente o arbitrariamente rimodulata dall’operatore, possa evitarci brutte sorprese a fine mese. Ma in fondo quella appena citata è una manovra fuorilegge che difficilmente gli operatori effettuano, per evitare di incappare in sanzioni salate nonchè cattivissime pubblicità tra utenti. Può invece capitare di attivare servizi non graditi e apparentemente non richiesti, o magari di non ben aver configurato il terminale con gli appositi dati di accesso per la navigazione in internet. Conseguenza? Invece della classica “bollettina” da 10/15 euro al mese, ritrovarsi da pagare centinaia di euro. E nel peggiore dei casi, essendo autorizzato il prelievo automatico, ritrovarsi dei veri e propri salassi nell’estratto conto. E ricevere un rimborso in quel caso è un’impresa epica.
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Può altresì capitare che la banca stessa o la società emittente della carta di credito, notando l’incongruenza con le bollette precedenti, blocchi un addebito così ingente, ma anche lì si entra in un ginepraio niente male: è necessario pagare entro tempi record, o in caso di problematiche sopraggiunte, far stornare l’importo “errato” dalla compagnia che dovrà immediatamente comunicare il tutto al reparto amministrativo prima che vengano contattate le società di recupero crediti di cui usualmente si servono. E non sono professionisti, avvocati e commercialisti, bensì persone che chiamano a qualsiasi ora del giorno o della notte, riuscendo a trovare qualsivoglia recapito telefonico, ti vengono quasi a cercare sotto casa e minacciano provvedimenti mai visti, ai limiti del legale, ovviamente poi presentandosi con nominativi fittizi (e.g. “Dr.ssa Elena Russo”, con titolo inventato, nome e cognome italiano ma forte accento dell’est Europa) al fine di riscuotere la cifra ancor prima di giungere ai tempi biblici del contenzioso civile (per una volta, vivaddio, sia lodata la lentezza della giustizia italiana!). E alla fine dei giochi il giocattolino nuovo di pacca potrebbe costarci, in definitiva, ben più di quello che ci sarebbe costato a comprarlo in negozio, appena uscito, a prezzo pieno e con supplemento di sacco a pelo e notte insonne nel parcheggio del centro commerciale.
In definitiva, OCCHIO! Nessuno regala nulla. È sempre bello essere all’ultima moda, all’avanguardia, ma bisogna sempre fare il passo secondo la propria gamba. E’ inutile desiderare una Ferrari quando non si hanno i soldi per acquistare una Porsche usata di qualche annetto. Stare al passo con i tempi va bene, ma rischiare di finire male per un capriccio non ne vale mai la pena. La mela morsicata tra due fette di pane potrebbe risultare parecchio dura, oltre che indigesta…

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