in ,

"Bentornato a casa" Jean François Gillet…

Caro Jean François Gillet,
domani non sarà una partita come le altre, lo sappiamo bene entrambi.
Sarà la tua prima apparizione da ex al “San Nicola”. Un amaro amarcord lungo novanta e passa minuti, di cui, francamente, avremmo fatto ben volentieri a meno, perchè vederti tornare a Bari da avversario, difendendo i pali di un’altra squadra che non sia biancorossa, checchè se ne dica, è sempre un colpo all’anima. Quella stessa anima che ti ha accudito, ti ha cullato, ti ha cresciuto e non ti ha mai abbandonato, così come una mamma fa col proprio figlio.
Un rapporto da favola, da racconto “Libro Cuore”, interrotto sul più bello da un’uscita di scena indegna, che ancor’oggi grida vendetta e merita chiarezza. Una coltellata al cuore, una roba da vigliacchi. Perchè ci sta l’avere un rendimento discontinuo durante una stagione, cosa per te alquanto rara quando indossavi la nostra numero 1, ma il vendersi al dio denaro per un derby, per una singola partita o per un intero campionato, è roba da veri millantatori. Non per te che eri il mio capitano (mi vengono i brividi al solo pensiero che tu lo fossi!), non per te che eri un professionista e un figlio di Bari. Non per te che di belga avevi solo la cittadinanza sulla carta d’identità.
Nessuna pietà o perdono reggono dinanzi a quanto male hai creato alla nostra maglia e ai nostri colori. Un comportamento inqualificabile, una macchia indelebile nella nostra centenaria storia. Un dolore tanto forte da levare il respiro a chi era lì, ogni “maledetta” partita, per sostenerti in uno stadio che di caloroso aveva i soliti noti intimi e di bollente aveva solo i suoi seggiolini in primavera.
Le chiavi della città, l’orgoglio biancorosso, il profumo del mare, le passeggiate sul lungomare, le viuzze di Bari vecchia, le sgagliozze, le popizze, l’amore del popolo biancorosso. Di quante cose ti sei appropriato indebitamente, caro Gillet.
Ricordo ancora quando Bari  ha fatto scudo “con il suo corpo” quando risultasti positivo all’antidoping dopo un Bari-Reggina del 2001. Ti ha protetto dall’onta mediatica, ti ha difeso a spada tratta dalle critiche e ti ha riaccolto tra le sue braccia, perchè un fragile e giovane ragazzo belga non si abbandona in balìa a chissà quale destino. Ricordo anche quanto amore hai ricevuto. Perchè la Bari poteva anche perdere malamente ed essere contestata, ma “Gillet è sempre  incolpevole”. Una simbiosi con Bari e la sua gente testimoniata da quel simpatico modo di esprimerti, mezzo francese mezzo barese. Forse più barese che altro.
Ricordi di questo genere fatichi a dimenticarli, vero Gillet? Ricordi cancellati da un gesto tanto inaspettato, quanto ignobile per chi era il mio, il nostro capitano. Ricordi rimossi in un attimo, giusto il tempo di chiudere gli occhi e ignorare il risultato “pilotato” di una partita. Qualcosa di inammissibile per chi porta quella fascia al braccio ed è simbolo della propria città.
E non regga l’attenuante delle minacce ultrà. Eri un capitano e avevi il dovere di condurre la propria nave, la nostra nave. Eri un professionista e ancor prima un padre di famiglia. Ci hai abbandonato in un oceano d’inferno con un fardello pesante sulle spalle, difficile da sopportare, impossibile da dimenticare. Saresti potuto tornare a Bari da eroe ed invece ci ritorni da traditore. Avresti potuto tornare a riassaporare il profumo e l’entusiasmo di quella città che non t’aveva mai abbandonato. Oggi, invece, sei costretto a tornarci con un’unica direzione e con un’unica, quella che conduce al Tribunale. Come ci si sente, caro Gillet?
Ci rivedremo domani per novanta, spero per te interminabili, minuti. Non di gioco, ma di inferno. Con la speranza che, quando vedrai quella stessa gente che ti ha sopportato e supportato per anni, capirai del male che ci hai fatto e capirai quanto ci sono costati i tuoi madornali ed imperdonabili errori.
“Bentornato a casa” Jean François Gillet.


Segui Yepper, resta aggiornato, clicca MI PIACE sulla fanpage Facebook

What do you think?

Written by Alberto Stasi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

Irlanda: il ladro è imbranato. Il video diventa virale…

I Griffin: l'addio a Brian, trasmesso su Italia1