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Bari, primo bilancio positivo: i top e flop dopo 11 giornate

11 giornate, 19 punti, 5 vittorie, 4 pareggi, 2 sconfitte, 12 goal realizzati, 13 subiti. 5° posto in classifica a -4 dalla vetta. Questi i numeri delle prime undici giornate del Bari versione 2015/2016. Un nuovo percorso contraddistinto da prestazioni altalenanti, ma da un cospicuo bottino punti che è buon viatico per l’imminente futuro biancorosso. Se dovessimo tracciare un primo bilancio, saremmo sulla sufficienza.
Il Bari attuale è un pò come l’alunno che a scuola è bravo, ma non s’impegna. Una squadra che, a tratti, sembra esser priva di inventiva e tenacia, vedi figuracce rimediate in quel di Terni e Crotone; per poi esaltarsi nelle difficoltà e riemergere da situazioni critiche, vedi esordio contro lo Spezia e rimonta in quel di Latina. Un Bari dai due volti che sicuramente ha davanti a sè enormi margini di miglioramento, qualora sarà in grado di assemblare i pezzi di un mosaico che, ad oggi, risulta essere incompleto.
 
ANALISI E VOTI REPARTO PER REPARTO:
DIFESA- Traggono in inganno le tredici reti subite dalla retroguardia biancorossa. Sette di queste, infatti, sono state raccolte dal fondo della rete da Guarna in occasione delle nefaste trasferte contro Ternana e Crotone. Il reparto difensivo fa leva sulla sicurezza di Valerio Di Cesare, autentico baluardo difensivo. E’ lui il perno della retroguardia biancorossa: forte nel gioco aereo, elegante palla al piedi, preciso in copertura e soprattutto specialista negli anticipi. Al fianco del roccioso difensore ex Brescia, si sono alternati i vari Tonucci, Contini e Rada. Il primo, costretto ai box da ormai un mese, non ha convinto nelle poche esibizioni in cui è stato protagonista. Lento e distratto in fase di copertura, soprattutto sul gioco aereo. Deludente Contini, espressosi su livelli inaccettabili per un campionato fisico come la Serie B. In costante affanno se preso in velocità, poco concreto in fase di possesso. Nelle sei uscite stagionali da titolare è di gran lunga il peggiore del reparto arretrato biancorosso. La sorpresa arriva dal trentaduenne Ionut Rada. Il centrale ex Cluj, arrivato in punta di piedi nella passata stagione, ha dato solidità al reparto ed è uno di quei difensori vecchio stampo che, in una B, può fare comodo a molte squadre. Poco spettacolare, predilige l’arrosto al tanto fumo. Roccioso, forte sul gioco aereo e poco incline alla giocata fine a sè. Sono in difficoltà? Spazzo la palla in tribuna. Decisivo in quel di Vercelli, è oggi il miglior compagno da affiancare a Di Cesare. Capitolo terzini: sarà che Nicola predilige i terzini bloccati, sarà che vi è scarsa condizione atletica, ma Sabelli e Del Grosso continuano a non convincere. Il Bari naufragato in quel di Crotone e Terni concede praterie sugli esterni. Il Bari visto tra le mura amiche non riesce a trovare sfogo sugli esterni ed è costretto ad affidarsi spesso al lancio lungo. La sorpresa è rappresentata dal classe ’95 Donkor. Troppo poche le due giornate in cui è stato impiegato per poter dare giudizi definitivi. Ma la prima impressione è quella che conta e il ragazzo ha dimostrato di potersela giocare per un posto da titolare. Rapidità, fisicità ed esplosività fanno del ragazzo scuola Inter un potenziale titolare nelle prossime uscite. Ingiudicabile Gemiti. Il terzino sinistro vanta una sola presenza da titolare in quel di Crotone, contraddistinta da una prestazione tutt’altro che indimenticabile. Schierato esterno alto, il suo apporto alla causa è stato pressochè nullo.
TOP: DI CESARE 7. FLOP: CONTINI 4
 
CENTROCAMPO- E’ sempre un terno al lotto indovinare i tre titolari in mediana. Nicola cambia spesso alla ricerca dei giusti equilibri di squadra. Donati non convince appieno ed alterna prestazioni incoraggianti ad altre da dimenticare (vedi il match contro il Pescara). Il metronomo biancorosso dà poca dinamicità al reparto quando in possesso palla, ma in fase di copertura può dire ancora la sua. Fa da tappo ad un centrocampo spesso schiacciato sulla linea di difesa e garantisce filtro alla manovra. Può dare sicuramente di più alla causa. Gentsoglou, oggetto misterioso fino all’esordio contro il Novara di settimana scorsa, ha ancora pochi minuti nelle gambe per poter essere giudicato. Il greco, però, può far da raccordo tra difesa e centrocampo e ha dimostrato di poter dare geometrie ad un centrocampo, spesso privo di idee. Porcari deludente. Da baluardo e simbolo della favola Carpi a centrocampista in cerca di una collocazione stabile in quel di Bari. Alternato come mezz’ala e mediano, offre il suo contributo alla causa, ma è spesso in chiara difficoltà, quando è costretto a rincorrere gli avversari. Ne sono testimonianza l’espulsione all’esordio contro lo Spezia e le cinque ammonizioni stagionali. Deve e può fare molto più. Romizi insufficiente. Nicola si ostina a schierarlo da mezz’ala, ma il meglio di sè  l’ha dimostrato da centrale nella recente storia biancorossa. Martoriato da numerosi problemi fisici, spirito di sacrificio e impegno non mancano mai. Se a ciò ci aggiungessimo buone prestazioni, avremmo risolto gran parte dei problemi in mediana. Trascinatori e infaticabili maratoneti, Marino Defendi e la sorpresa Francesco Valiani sono il cuore pulsante del centrocampo biancorosso. Allo stesso tempo leader e gregari, riescono a garantire legna e imprevedibilità alla manovra offensiva, grazie alle frequenti incursioni senza palla nell’area ospite. Altra piacevole sorpresa è il giovane Di Noia, messosi in luce nelle ultime due uscite stagionali contro la Pro Vercelli e il Novara. Grande dinamismo, ottimo senso della posizione, l’ex Matera ha dato il concreto contributo alla causa e potrà continuare a stupire.
TOP: VALIANI E DEFENDI 6,5. FLOP: DONATI 5.
 
ATTACCO- il reparto più deludente di questo inizio di stagione è, senz’ombra di dubbio, l’attacco biancorosso. Nonostante un ottimo esordio, Maniero è fermo alla doppietta contro lo Spezia. Tanto, troppo lavoro sporco, per carità utile alla squadra. Ma da un bomber ciò che ci si aspetta è il goal. Poche occasioni a disposizione per gonfiare la rete, troppe volte spalle alla porta e, il più delle volte, costretto ad un estenuante lavoro di sponda, sgomitando contro i centrali ospiti. Non proprio ciò che ci si aspettava da un attaccante del suo calibro. Delude anche Sansone. Sarà la collocazione tattica poco incline alle sue caratteristiche, sarà lo scarso feeling con mister Nicola, ma l’ex Bologna non riesce proprio ad incidere. Attualmente, resta l’oggetto misterioso della nuova campagna acquisti. Non basta nemmeno il sussulto di Crotone per poter sfiorare la sufficienza. Benino De Luca, benissimo Rosina. La zanzara è a quota tre reti. Un bottino francamente magro per chi la doppia cifra potrebbe già raggiungerla a metà campionato. Chi sta confermando le premesse di inizio stagione è l’ex fantasista dello Zenit, Alessandro Rosina. Largo in un attacco a tre o da trequartista, da titolare o da subentrato, il “genio” biancorosso risponde sempre presente. Passano dai suoi piedi le migliori iniziative offensive biancorosse e questo Bari non può farne proprio a meno. Bene anche Puscas. L’attaccante scuola Inter, al netto delle poche chance concesse da mister Nicola, ha messo in mostra un vasto repertorio che è di buon auspicio per il prosieguo della stagione. Manca il gol, sfiorato in quel di Vercelli. Ma il futuro è dalla sua. Meriterebbe più spazio. Ingiudicabili Camarà e Boateng.
TOP: ROSINA 6,5 FLOP: SANSONE 5 
 

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