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DAY 11: CONOSCIAMO IL "NUOVO" CROTONE DI MASSIMO DRAGO…

Stesso allenatore, squadra nuova. E’ questa la storia che si ripete a Crotone da tre anni a questa parte. Rinnovare la squadra ogni anno, lanciando giovani promettenti sul probante palcoscenico della Serie B, il must del club pitagorico. Una politica rischiosa, vero. Ma che, nonostante i rischi del caso, di risultati ne ha portati in casa calabrese.
Il protagonista assoluto in casa F.c Crotone si chiama Giuseppe Ursino. Il d.s dei rossoblu è colui che ogni anno fa miracoli, riuscendo ad allestire una squadra competitiva con budget risicati. Dal 1995 in Calabria, Ursino ha condotto i calabresi dall’Eccellenza alla Serie B, conseguendo lo scorso anno il premio di “miglior diesse di Serie B per la stagione 2013/2014”.
Altro grande protagonista in casa Crotone, è Massimo Drago. A Crotone dal 2005. Partendo dai Giovanissimi, fino ad arrivare alla conduzione tecnica della Prima squadra nel 2012. Con lui il Crotone ha assaporato e sfiorato il sogno della Serie A, raggiungendo il record di punti in Serie B per il club pitagorico (63). Sogno interrotto bruscamente proprio dal Bari, nei quarti dei playoff della scorsa annata (finì 0-3). Durante la gestione Drago, a Crotone sono stati lanciati e valorizzati giocatori del calibro di Alessandro Florenzi (oggi alla Roma), Lorenzo Crisetig (attualmente al Cagliari e pedina fondamentale per l’Under 21 di Mister Di Biagio), Antonio Mazzotta (oggi tra le fila del Cesena), Federico Bernandeschi (Fiorentina) e poi Alfred Gomis (Avellino), Jacopo Dezi (ancora al Crotone), Danilo Cataldi (Lazio) Stefano Pettinari (Latina), Suofiane Bidaoui (Parma) e Alessandro Ligi (proprietà Parma, oggi da noi).
Oggi il Crotone non se la passa un granchè bene. Ultimo in classifica con 10 punti e con la terza peggior difesa del campionato (20 reti subite), il Crotone sta pagando a caro prezzo il rinnovo (l’ennesimo) della squadra. I giovani non carburano e Massimo Drago, al pari del nostro mister Mangia, fatica a trovare la quadra.
Tra i pali un titolare fisso non c’è. In tredici giornate si sono alternati Caio Gobbo Secco e Pavol Bajza, entrambi in prestito dal Parma, entrambi apparsi acerbi  per un campionato di B. Così Ursino si è rituffato sul mercato, attingendo dagli svincolati e riportando un ex, quale Emanuele Concetti (già titolare domani?).
In difesa, un manipolo di promettenti giovani affiancati a due senatori, di cui uno proprio ex Bari. Parliamo di Claiton Dos Santos (64 presenze e 6 gol in due stagioni con la casacca biancorossa) e Francesco Modesto, una vita in serie A con le maglie di Reggina, Genoa, Palermo e Pescara. I due fanno da chioccia ai vari Michele Cremonesi (ex Cremonese), Giuseppe Zampano (l’anno scorso a Martina Franca), Gian Marco Ferrari (ex Gubbio), Bruno Martella (ex Pisa), Abel Gigli (proprietà Parma, lo scorso anno in Slovenia), Mihai Balasa (proprietà Roma).
A centrocampo, troviamo Antonio Galardo, capitano dei pitagorici. Da 12 anni a Crotone, è l’anima della squadra, una vera e propria istituzione per i calabresi.  Tra i giovani, Jacopo Dezi (in comproprietà con il Napoli e grande protagonista della passata stagione) e Raffaele Maiello (lo scorso anno tra le fila della Ternana)  sono gli unici ad esser stati riconfermati rispetto alla passata annata. Affiancati da giovani promettenti del calibro di Nadir Minotti (proprietà Atalanta, lo scorso anno a Lanciano), Sergio Suciu (mezz’ala, proprietà Torino) e Aniello Salzano.
In attacco i calabresi contano sull’usato sicuro di Pietro De Giorgio (classe ’83). Attaccante poco prolifico, sì, ma che fa dell’imprevedibilità la sua caratteristica principale. E dopo Pettinari e Bernardeschi, il d.s Ursino ha deciso di puntare quest’anno su giovani dalle importanti qualità tecnico-tattiche. Giovani come il promettente Ernesto Torregrossa. Una prima punta fisica e dai piedi educati (4 reti in questo avvio di stagione). Federico Ricci (proprietà Roma, ben visto da Rudi Garci), Steve Beleck (proprietà Fiorentina) e Stefano Padovan (proprietà Juventus) e Camillo Ciano completano la batteria degli avanti di mister Drago. In più, i pitagorici possono contare sull’apporto di Oduamadi (proprietà Milan), smanioso di rilancio, dopo le fallimentari esperienze di Brescia, Varese e Torino.

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