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A proposito di sicurezza e lotta al terrorismo

Dopo l’aggressione di Londra si dedica nuovamente qualche pagina di giornale alla famosa pistola elettrica Taser.
Oggi é in uso a 17 mila agenzie e forze di pubblica sicurezza sparse in più di 100 Paesi (Stati Uniti al primo posto), senza contare i civili per cui esistono modelli ad hoc in genere meno potenti. In circolazione ce ne sono più di 17 mila esemplari. In Italia è quasi sconosciuta. Ecco tutto quello che occorre sapere sulla Taser.
È un’arma che anziché utilizzare i proiettili ricorre a una scossa elettrica per rendere innocuo un aggressore o un violento. Non lo uccide, non lo ferisce, ma lo immobilizza e lo stordisce. Gli impedisce di continuare a portare avanti qualsiasi azione (illegale o pericolosa) stia compiendo. Il recupero della mobilità è quasi immediato, il sistema è studiato per dare agli agenti il tempo necessario per bloccare il soggetto o alla vittima di un’aggressione per scappare e chiedere aiuto.
Dalla pistola partono due piccole sonde simili a comuni freccette attaccate a un filo che trasmettono un segnale elettrico non appena entrano in contatto con il corpo. Sia su pelle nuda che vestiti, entrambi i dardi devono toccare il bersaglio, altrimenti la pistola è inefficace.
Le freccette hanno una gittata variabile fino a circa 10 metri, consentendo di agire anche a una certa distanza, senza avvicinarsi troppo al bersaglio e rischiare di essere colpiti o aggrediti. Sono alimentate da due batterie al litio identiche a quelle utilizzate, per esempio, per i flash delle fotocamere.
Detto questo, concludo auspicando una maggiore presa di posizione e di tutela da parte del governo verso le forze di polizia.
Il Taser sarebbe utilissimo, ma al tempo stesso bisognerebbe migliorare tutti gli altri apparati ed equipaggiamenti in uso, spesso obsoleti o con certificazioni scadute.
La sicurezza urbana e la vita dei cittadini che ogni giorno affollano le fermate dei tram, delle metropolitane o le piazze deve necessariamente divenire una priorità assoluta.

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Vincenzo Priolo

Written by Vincenzo Priolo

Vincenzo Priolo è nato ad Agrigento il 5 dicembre del 1981. È laureato in scienze politiche e delle relazioni internazionali e ha frequentato nella sua carriera svariati corsi di specializzazione in materia di Sicurezza e Difesa. Ha maturato esperienze notevoli e di responsabilità in settori pubblici e di rappresentanza. Coordina il magazine Yepper fondato sulla base del giornalismo partecipativo. Ama viaggiare, cucinare ed intrecciare nuovi rapporti di collaborazione e amicizia con persone di altre culture e religioni.

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