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Expo, Milano, i black bloc e i poliziotti picchiati

Il cuore di Milano si risveglia frastornato ma pulsante più che mai.
Nella città meneghina, ieri, è andata in scena la rappresentazione di un’assurda follia. Il corteo “NoExpo” ben presto si è trasformato, a causa dei facinorosi, in violenta guerriglia urbana.
Un’insensata pazzia culminata con la devastazione della città. Lancio di bottiglie molotov, razzi, banche ed attività commerciali assaltate e date alle fiamme, sanpietrini divelti utilizzati per improvvisare sassaiole, automobili incendiate, palazzi storici imbrattati. L’elenco delle bestialità potrebbe proseguire.
Ingenti i danni economici che i violenti hanno provocato non soltanto all’intera città ma soprattutto ai privati cittadini, che impotenti hanno dovuto assistere allo scempio della casa imbrattata o della propria auto distrutta. Chi li risarcirà? Semplice, 1,5 milioni di euro provenienti da un fondo della Regione Lombardia, ovvero dai contribuenti!
Particolare attenzione deve essere posta sulla premeditazione del gesto e sull’organizzazione dell’apparato black bloc. Maschere antigas, caschi, spranghe di solito non sono accessori che comunemente si portano al seguito durante una passeggiata ma il loro utilizzo rappresenta una chiara volontà premeditata di attuare disordini e guerriglia.
La strategia, poi, utilizzata dai violenti palesa una chiara azione paramilitare. I black bloc avrebbero effettuato nei giorni precedenti ricognizioni nelle zone in seguito teatro degli scontri, hanno preso parte alla manifestazione evitando volutamente di posizionarsi in testa al corteo per schivare così l’intervento delle forze dell’ordine, hanno indossato abbigliamento nero e sciarpe nascondendo la propria identità per poi cambiarsi d’abito e fuggire. Inoltre come spiegato dal questore di Milano, Luigi Savina, i black bloc “volevano che lasciassimo sguarniti i presidi verso il centro”, lo scopo “era di distrarre le forze dell’ ordine per consentire una deviazione del corteo verso le vie del centro al fine di favorire lo scontro con le stesse”.
Ben più grave considero l’attacco ai giornalisti. Decine di video, realizzati dagli inviati della stampa, dimostrano come l’intento dei black bloc fosse quello di allontanare le telecamere per poter mettere in pratica, indisturbati, la folle azione di distruzione senza essere, di conseguenza, filmati.
poliziottoCentinaia le foto, che attraverso i social, hanno raccontato le ore di terrore vissute dai milanesi. Un’immagine, significativa, più di altre rappresenta l’emblema della follia: un poliziotto, a terra, letteralmente bastonato da manifestanti violenti.
In quello scatto, diventato virale in Rete, io vedo a terra lo Stato inerme bastonato da violenti sciacalli. Sciacalli che hanno impedito ai manifestanti pacifici di esprimere le proprie ragioni, che hanno violato la libertà di cittadine e cittadini milanesi colpiti dalla barbarie della violenza, che mai e poi mai potranno essere associati ai valori della democrazia.
Mi auguro che la fotografia dell’agente bastonato non susciti l’indignazione di pochi, poiché esprime l’identica brutalità di episodi che in passato hanno visto condannare a gran voce le forze dell’ordine.
Nessuna giustificazione potrà mai scagionare i violenti. E’ proprio il caso di aggiungere che “il sonno della ragione genera mostri“, mostri molto pericolosi!

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