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Infortunio Federico Mattiello: quando il pessimo gusto e la vergogna corrono sui social…

Ore 15:17. Bentegodi di Verona. Chievo Verona-Roma. Silenzio assordante. Cala il gelo sugli spalti. Il giovane terzino Federico Mattiello, classe 95′ di proprietà Juventus, si accascia al suolo dopo un duro contrasto di gioco con Radja Nainggolan. Lo si intuisce sin da subito che qualcosa di grave è accaduto. Dalle immagini, dal volto dei giocatori in campo. Quello stesso volto dei componenti delle due panchine e dei barellieri. La diagnosi sarà impietosa: frattura di tibia e perone esposta e scomposta.
Ore 15:19. I social ribattono la notizia, proponendo il drammatico contrasto di gioco e l’innaturale movimento della gamba di Mattiello.
Ore 15:21. In rete circolano già video, gallerie fotografiche, slow-motion, proposti dai più importanti siti sportivi italiani. La Gazzetta dello Sport e Sportmediaset sembrano quasi fare a gara a chi riesca ad attirare più utenti possibili.
Ore 15:22. I “soliti noti” costruiscono, manco fossero i più bravi avvocati dell’Universo, arringhe accusatorie e difensive. Juventini e romanisti, amanti del calcio e non. Il confronto acceso tra le controparti si protrae fino a notte inoltrata.
Ore 21: Federico Mattiello viene operato. L’intervento sarà perfettamente riuscito. Ma l’esito dell’operazione non verrà ribattuto da nessuno, perchè “non fa notizia”.
Sdegno. Sdegno. E ancora sdegno. E’ questa l’unica parola che risuona nella mia mente, dopo una domenica pomeriggio surreale. Surreale, perchè non credevo fosse possibile assistere alla sagra del pessimo gusto e dello spietato cinismo, andata in onda sui social-media ieri pomeriggio.
Sbigottito leggevo, tra Twitter e Facebook, un duro affronto  dialettico tra i supporter di Juventus e Roma. Come se l’infortunio di un ragazzo diciannovenne non contasse nulla. Come se fosse la scusante perfetta per riaccendere vecchi dissapori tra giallorossi e bianconeri. L’occasione da cogliere al volo per rivangare il passato. E così si è partiti dall’impianto accusatorio costruito a regola d’arte per Nainggolan, del tutto incolpevole nel contrasto a mio modesto parere, sino ad arrivare al violino di Garcia. Il tutto con una semplicità da far accapponare la pelle e rivoltare lo stomaco. Peccato che evento e occasione fossero totalmente sbagliati.
E il mio sdegno è rivolto anche ai più importanti siti/giornali sportivi, e non, italiani. Pubblicare video in loop o in slow-motion, immagini, fotogallery, per attirare più utenti possibili e far soldi, è quanto di più cinico si possa vedere nel modus operandi del giornalismo di oggi. Nessun messaggio rivolto al Mattiello ragazzo. Solo la spasmodica e continua ricerca di attirare utenti dalla propria parte con titoli come “Guarda qui” o “Infortunio shock” o ancora “Un semplice contrasto di gioco, fino a quando…”.
Quanto accaduto, denota il declino del calcio e del giornalismo italiano. L’ennesima enorme macchia in un oceano di sogni. Gli stessi sogni che permetteranno a Federico Mattiello, a cui va il mio più grosso augurio di una pronta guarigione, di tornare a calcare quel rettangolo verde.
In bocca al lupo Fede.

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