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PAGINEBIANCOROSSE DAY 48: IL LIVORNO AI RAGGI X, PREGI E DIFETTI. DOVE POSSIAMO VINCERLA?

Livorno-Bari può essere la svolta. Livorno-Bari deve rappresentare la svolta. Livorno-Bari è la nostra, prima, grande occasione. Un’opportunità da non fallire e che ci proietterebbe in piena zona playoff, a -4 proprio dai labronici.
Dopo ventiquattro giornate, il Livorno è terzo in classifica a -4 dalla promozione diretta in Serie A ed è una seria candidata al salto di categoria. 38 reti realizzate (più del Bologna, secondo in classifica) e 28 subite (media di1 gol a partita). Dati contrastanti per una squadra che è la terza forza della Serie B. Sì, perchè se da una parte hanno il secondo miglior attacco del campionato, dall’altra i 28 gol subiti testimoniano una difesa tutt’altro che imperforabile.
I toscani sono stati protagonisti di un girone d’andata convincente, caratterizzato da una costanza di rendimento invidiabile. Guidato dal “nostro fuggiasco” Carmine Gautieri, il Livorno ha da sempre abitato i quartieri alti in questa prima metà di stagione. Poi, un paio di passaggi a vuoto e voilà ecco arrivare, prima della ripresa di gennaio, il cambio che non t’aspetti. Fuori Carmine Gautieri, dentro l’allenatore della primavera Ezio Gelain. Dal 4-3-3 al 3-5-2. E alla ripresa di campionato, Gelain va subito a segno con il colpaccio in quel di Carpi. Nell’ultimo turno, il rovinoso scivolone di Latina. Tanto indicativo, quanto di buon auspicio per i nostri colori. Latina che è stata abile a mettere a nudo i difetti del nostro prossimo avversario.
PREGI. Siligardi, Vantaggiato, Jefferson, Galabinov e Rivas (acquistato sul filo di lana per sostituire Cutolo, trasferitosi alla Virtus Entella). Una batteria d’attaccanti invidiabile per la B. Lo spauracchio numero uno si chiama Daniele Vantaggiato. L’ex dal dente avvelenato, quando incontra il suo passato, vede rosso. Prima con il Parma, poi con il Padova ci ha sempre fatto male. Attaccante eclettico e completo, può agire, indifferentemente, da prima punta in un 3-5-2 o da esterno d’attacco in un 3-4-3. In ventiquattro giornate ha già messo a segno 10 reti. Luca Siligardi, a Bari nell’anno della promozione con Antonio Conte, è l’altra punta di diamante dei labronici. Trequartista con estro ed imprevedibilità propeudetiche all’efficacia della manovra d’attacco livornese. Può giocare dietro le due punte o essere impiegato esterno offensivo in un attacco a tre. Siligardi ha vissuto la sua miglior stagione a Livorno proprio con Davide Nicola tecnico e, nonostante i tanti infortuni, in questa stagione è andato a bersaglio per ben 6 volte. Bottino niente male per chi  goleador di professione non è. E cosa dire di Andrey Galabinov. Il nazionale bulgaro è una prima punta. Protagonista con la maglia dell’Avellino nella passata stagione, garantisce chili e centimetri all’attacco. Nonostante parta poche volte da titolare, ha già messo a segno 5 reti nel girone d’andata. Completano il reparto Jefferson, ex Latina e, l’ultimo arrivato, Emanuel Benito Rivas. L’ex Bari, chiamato a sostituire Aniello Cutolo, lo conosciamo tutti. Può essere letale, se in giornata. Un’incognita a cui dovremmo fare molta attenzione. Può essere impiegato da esterno di spinta o largo in un attacco a tre.
DIFETTI. Se l’attacco fa paura, altrettanto non si può dire della difesa. Retroguardia che sarà priva domani di due titolari: Emerson (fortemente voluto da Nicola nell’ultima finestra di mercato) e Gonnelli. Una difesa a tre priva di grande dinamicità e che, presumibilmente, vedrà schierati Bernardini, Ceccherini e Lambrughi. La mancanza di Emerson può moltiplicare le problematiche livornesi nell’impostazione della manovra. Il brasiliano, infatti, è il regista basso del Livorno e, dai suoi piedi, partono le azioni più pericolose dei nostri prossimi avversari. La sua assenza potrebbe rivelarsi determinante. I livornesi hanno dimostrato a più riprese, in campionato, di soffrire sugli esterni. Perchè in realtà il 3-5-2 del Livorno, in fase di ripiego diventa un 5-3-2 con l’arretramento degli esterni Gemiti e Maicon. Terzini fluidificanti che hanno, tuttavia, grossi limiti in fase difensiva.
DOVE POSSIAMO VINCERLA? (Non sono un tecnico) Personalmente credo che la nostra Bari, domani, possa avere buone chances di uscire dal Picchi con punti preziosi. 1 o 3, non lo so. Molto dipenderà dall’atteggiamento con cui scenderanno in campo Ebagua e soci.  Agire in contropiede o issarsi nella metà campo ospite? Abbiamo già dimostrato di soffrire, e non poco, quando tocca difenderci. Ergo, occorrerà “prenderli alti”, imponendo il nostro gioco sin dalle prime battute. Importante, in tal senso, sarà l’apporto degli esterni sia di centrocampo, che di attacco. E’ lì che credo si decideranno i giochi, perchè giochiamo con moduli speculari e, per vie centrali a centrocampo, ci sarà traffico. Interessante sarà vedere l’apporto di Galano e De Luca alla nostra manovra offensiva. Dovranno essere bravi ad allargare le maglie della difesa ospite e a non lasciare isolato Ebagua. Sarà importante anche limitare, in fase di non possesso, il raggio d’azione di Siligardi. Romizi o Donati, dipende da chi scenderà in campo, dovranno giocare una partita di sacrificio, togliendo il respiro e bloccando sul nascere ogni iniziativa del trequartista amaranto. Qualora dovessimo riuscire a mettere in pratica questi accorgimenti, potremmo ambire anche al bottino pieno. Ma, sono sicuro, mister Nicola conosca meglio di me e di ,chiunque altro, la sua ex squadra e il suo gioco, quindi siamo in ottime mani. Fiduciosi e speranzosi in un risultato positivo.

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